Osteria San Marco

Dal 2015 lo chef pugliese Claudio Panebianco, affiancato dalla sorella Mariarosa in sala, guida l’osteria di via San Marco a Chivasso, che ha abbandonato lo storico nome “Del Monferrato” per assumere quello della via. L’ambiente, accogliente e ricco di storia, propone oggi una cucina moderna che fonde tradizione piemontese e radici pugliesi, con incursioni internazionali. Piatti  preparati al momento con ingredienti freschi, acquistati quotidianamente, e l’olio extravergine prodotto nei terreni di famiglia caratterizzano l’offerta. Tra gli antipasti figurano carne cruda con maionese alla bagna cauda,  alici marinate con crema di fave e strudel di verdure con curcuma. Le paste fresche fatte in casa sono il punto di forza: agnolotti di ossobuco al burro di nocciola, pici  cacio e pepe e i paccheri al ragù di pesce, tra i più apprezzati. Nei secondi, medaglione di vitello, tagliata, baccalà con verdure e pescato del giorno. I dolci seguono le stagioni e la creatività dello  chef. Due i menu degustazione: carne a 40 €e pesce a 45; alla carta i prezzi salgono ma restano competitivi. La cantina spazia dal Piemonte alla Puglia, con qualche bollicina francese. Nascosto  rispetto al passeggio principale, il locale è oggi un riferimento per chi cerca sapori autentici e un servizio familiare.

Aggiornato gennaio 2026

Ristorante Santa Marta

A Mazzè, a pochi passi dal castello, oggi non visitabile, il ristorante di Marinella Toscani e della figlia Ilaria Lauricella trova spazio in una ex chiesa sconsacrata dedicata a Santa Marta. Una ristrutturazione accurata ha mantenuto le volte in mattoni e l’altare, integrando elementi moderni e di design. Tre sale distribuite su due piani offrono ambienti eleganti e intimi, con dettagli floreali e tavoli apparecchiati con cura. La cucina di Marinella rivisita la tradizione canavesana con prodotti stagionali e del territorio. Il menu degustazione (39 euro) propone vitello tonnato senza
maionese o cipolla di Andezeno caramellata, quadrotti di pasta fresca al gorgonzola e noci, guance di vitello al Nebbiolo o caprino fondente con frutta e frutta secca, e un dolce a scelta. Alla carta figurano gnocchi con spugnole e piantaggine, plin ai tre arrosti, la leccia mediterranea con coulis di mandarino e verdure brasate e la tradizionale finanziera. Tra i dessert spiccano tarte-tatin, torta di nocciole, tortino al cioccolato e il semifreddo al gorgonzola con salsa all’arancia. In cucina Marinella è affiancata da Matteo Esposito, mentre in sala Ilaria, sommelier, guida gli ospiti con professionalità. La cantina offre etichette locali, bollicine e vini italiani ed esteri.

Aggiornato gennaio 2026

Locanda del Sole

A due passi dal centro storico e dalla stazione, la Locanda accoglie i clienti dal 2007 in via Roma, dopo l’apertura originaria nel 1988. Il ristorante è un punto di riferimento per chi cerca la cucina piemontese tradizionale, preparata con prodotti locali e di stagione. A pranzo è disponibile un menu con pasta fresca e un piatto a scelta tra quattro antipasti e quattro secondi a 17 euro. Tra le specialità spiccano gli agnolotti alle tre carni, preparati quotidianamente, insieme a lasagne, cannelloni e gnocchi. Il menu degustazione a 35 € propone carne cruda con Castelmagno, vitello tonnato con salsa antica, quiche di verdure, ravioli del plin al burro Occelli, arrosto della vena e bonet al mou. Alla carta si trovano piatti come gnocchi al ragù bianco di coniglio, risotto con asparagi e guanciale, cappello del prete e stinco d’agnello alla birra. Tra i dessert, torta di nocciole, tiramisù e zuppetta di frutta. La cucina è affidata agli chef Sara Buzio e Luca Gamba, che insieme alla madre Daniela, storica titolare e responsabile della sala, guidano anche l’attività di catering. Il locale unisce interni eleganti e accoglienti, una veranda immersa nel verde e un servizio attento e familiare.

Aggiornato gennaio 2026

Ristorante San Genesio

È un riferimento per una cucina raffinata che fonde innovazione e tradizione locale. La posizione panoramica sulle colline torinesi crea un’atmosfera suggestiva, ideale per un pranzo informale o una cena romantica. Gli interni, luminosi ed eleganti, privilegiano sobrietà e comfort, mentre veranda e terrazza regalano una vista mozzafiato. L’accoglienza è curata da Simone Capello, esperto nella selezione dei vini, la carta propone etichette italiane e francesi, con particolare attenzione alle bollicine, a prezzi accessibili. Il servizio è attento ma non formale, per un clima rilassato. Lo chef Gianni Spegis propone un menù che alterna rivisitazioni di classici piemontesi e piatti innovativi. Tra gli antipasti, acciughe al verde, battuta al coltello e vitello tonnato convivono con creazioni come il polpo arrostito in Takoyaki. I primi spaziano dal Carnaroli di Baraggia con toma, saba di fichi e scalogno confit agli agnolotti della nonna ai tre arrosti. Nei secondi, spiccano il sottofiletto in grissinopoli e la Finanziera con creste di gallo e Marsala. I dolci seguono la stagionalità, come il tortino tiepido con zabajone alla Malvasia o la torta di nocciola. Il rapporto qualità-prezzo è eccellente: il menù degustazione (80€, vini esclusi) offre un percorso completo.

Aggiornato gennaio 2026

Ristorante Giachino 

Nel cuore di Chivasso, il ristorante accoglie in un’atmosfera moderna e calda, con cucina a vista, legno e mattoni, fotografie d’epoca.La storia del locale è profondamente legata alla famiglia Giachino, giunta alla quarta generazione. Nel 2016, dopo dieci anni trascorsi a Murisengo, Gian Luigi e suo figlio Alessandro hanno riaperto qui, portando con sé la loro esperienza e passione: il primo in cucina, il secondo specializzato in pasticceria e prodotti lievitati.La proposta unisce tradizione piemontese e creatività. A pranzo si scelgono tre menù (leggero, di lavoro o degustazione da 16-20€, con vino o acqua). Tra le specialità: insalata di fichi con mousse di caprino, carpione della casa, tajarin ai 40 tuorli, agnolotti ai tre brasati e il bollito di guancia di vitello. Non mancano piatti di pesce, hamburger di carni pregiate e lumache alla bourguignonne. Alessandro firma pizze e focacce con impasti speciali, come la “Mica pizza e fichi”.I dolci, tutti fatti in casa, spaziano dai classici come il bonet e la torta di nocciole a delizie più originali come la crème brûlée al frutto della passione. L’eccellenza di Gian Luigi è testimoniata dal premio “Il Nocciolino d’oro” e dalla sua menzione nella storica “Guida dei Ristoranti della Tavolozza” già nel 1992.

Aggiornato gennaio 2026

Ristorante Madama Piola

Alle spalle del mercato di P.za Madama Cristina. Maxi foto di agnolotti alle pareti, luci diffuse con abat-jour su tavolini alla francese ed una cucina a vista. Il menù attinge alla tradizione della “Piola”, l’antica osteria. Aspettando gli antipasti si può assaggiare la tartare di trota, panna al cipollotto, nocciola (12€) o il paté della Piola (12€) o l’insalata russa veg 14€). Si prosegue con la cipolla al forno ripiena di salsiccia, il flan di verdura stagionale e il tonno di coniglio (tutti a 14€). La tradizione è anche fra i primi, con le paste fatte in casa, agnolotti e gnocchi conditi al ragù, al sugo d’arrosto, al pomodoro, al burro e salvia o in brodo ed anche un corroborante minestrone con la trippa (dai 14€ ai 14€)) Tra i secondi il bollito misto con le varie salse e in caldo dentro una zuppiera, oltre alla trippa al rosso, il cervo con i funghi e il baccalà stufato (dai 16€ ai 18€). I dessert sono quelli tradizionali: Tiramisù in tazza, pera cotta con cioccolato e zabaglione (tutti a 7€). Ampia lista dei vini che parte dal vino della casa a mescita per arrivare a un’ampia gamma di etichette quasi interamente Piemontese e con piacevoli scoperte. Il prezzo del menù degustazione è di 45 €, scegliendo alla carta il conto non supera i 50 € bevande escluse.

Osteria 12 Arcate

Osteria 12 Arcate

All’interno di una cascina riqualificata, con spazi accoglienti ideali per famiglie, amici, eventi e cerimonie. Una “cucina conviviale” basata su sostenibilità e stagionalità con piatti tradizionali semplici, ma sempre autentici con ottimo rapporto qualità-prezzo. A pranzo, dal martedì al venerdì, un menù smart con 1 piatto a 12 €, due a 16 € e dolce incluso a 20 €, con coperto, acqua e pane compresi. I primi sono generosi, secondi leggeri con contorni di stagione e dolci fatti in casa. La sera e il sabato l’offerta si amplia: antipasto misto piemontese con acciughe al bagnetto, vitello tonnato, trote in carpione, giardiniera e tomino al miele (15 €). Tra i primi, gnocchi di mais al Castelmagno (14 €), cannelloni di ricotta al profumo di mare o tajarin di castagne al ragù di lepre (16 €), oltre ai ravioli ai tre arrosti (15 €). Nei secondi, medaglione di cervo con salsa al melograno, funghi porcini e patate (18 €) o guancia di maialino al vino rosso con polenta e cicoria (15 €). Sempre presenti proposte vegetariane. Dolci dalla panna cotta ai marroni con zabaione al tortino di cioccolato e nocciole (6 €). Domenica menù fisso a 35 € (15 € per i bambini), con 3 antipasti piemontesi, 2 primi, brasato di manzo e fondente al cioccolato. Cantina con vini piemontesi selezionati a prezzi accessibili.

La Taverna di Fra Fiusch

Nell’incantevole borgo di Revigliasco a pochi chilometri da Torino, tra le mura di una cascina di fine ‘800, intima ed accogliente, troviamo Fra’ Fiusch, dove lo chef Ugo Fontanone ha fatto da maestro a una piccola nidiata di chef, che oggi lavorano in ristoranti più o meno blasonati. In collina è sempre piacevole ritrovare i classici della tradizione piemontese cui talora si affiancano piatti che spingono sul versante dell’innovazione. Si può infatti assaggiare tanto il vitello tonnato all’antica maniera quanto le pesche e i porcini e la lingua salmistrata ai peperoni in salsa verde. Non mancano i tajarin con il ragù langarolo di fegatini di pollo e salsiccia e gli agnolotti del plin di carne al burro d’alpeggio ma anche quelli ripieni di carne d’asino e il risotto alla toma di Murazzano, pere e caffè. Tra i secondi la finanziera e la costoletta d’agnello ai lamponi ma anche gamberoni scottati su crema di nocciole. Al dessert tra gli altri fagottini di mele e  Cognà e gelato al blu di capra con sorbetto alle pere. Ampia la carta dei vini offre le eccellenze piemontesi e una ricca selezione di vini italiani con qualche chicca francese. Interessante la selezione di formaggi. Prezzi dai 35 ai 48 euro.

 

Trattoria l'Oca Fòla

Nel quartiere Cit Turin, tra ville Liberty e il grattacielo di Renzo Piano vicino a Porta Susa, sorge L’Oca Fòla, trattoria che richiama le antiche “piole” proponendo cucina piemontese contadina con tocchi innovativi. I titolari, Massimo Miglietta e Paola Barberis, offrono antipasti come la battuta di fassone con marmellata di cedro e bergamotto, pistacchi, seirass e riduzione di aceto balsamico, la crostatina salata con cavolo rapa e toma DOP su pesto alle mandorle, e il carpaccio di tonno agli agrumi con insalata di carciofi e melograno (14 €). Tra i primi, spiccano gli agnolotti del plin con funghi Shiitake in brodo di porcini e i tagliolini al ragù bianco di capocollo con nido di porri croccanti (14 €). Nei secondi, la trippa al vino bianco con cavolo rosso, pomodori confit al peperoncino (22 €) e la finanziera piemontese (24 €). Dolci tradizionali e creativi (6 €). La cantina, ricca di vini piemontesi, è esposta nelle nicchie in legno. Menù settimanale completo fino a 40 €, la domenica fisso a 33 € con 2 antipasti, 2 primi, un secondo e un dolce. Ambiente caldo con mattoni a vista e arredi in legno. Massimo, sommelier, cura gli abbinamenti, mentre Paola, cuoca langarola, trasmette la sua passione: “il cibo deve essere un momento di gioia”.

 

 

Osteria Rabezzana

L’Enoteca Rabezzana, in centro a Torino vicino a piazza Solferino, nasce nel 1911 quando il bisnonno dell’attuale proprietario, dalla provincia di Asti, apre un emporio per i propri vini. Dopo vari spostamenti e generazioni, dal 2016 l’osteria ed enoteca si trova in via San Francesco d’Assisi, accanto al Pastificio Giustetti, gestito dagli zii di Franco, l’attuale titolare. Il locale si sviluppa in un’ampia sala nel seminterrato, che ricorda le cave francesi, dove si gustano specialità del Monferrato arricchite da contaminazioni siciliane, legate alle origini dello chef Giuseppe Zizzo. In menu, antipasti come carne battuta al coltello, vitello tonnato alla vecchia maniera o la tartare di gambero rosa e viola con pan brioche agli agrumi (13-18 €). Nei primi, pasta fresca del Pastificio Giustetti, dagli agnolotti vecchio Piemonte alle casarecce alla Norma o tagliolini alle cime di rapa (13-14,50 €). Tra i secondi, costolette d’agnello allo scottadito e filetto di rombo al forno (24-26 €). Nei dolci, bonet e cremino alle nocciole accanto a zeppole e strudel (7 €). La carta dei vini vanta oltre 900 etichette. Da segnalare il “Buta Stupa”, l’usanza di ritappare la bottiglia non terminata per portarla a casa. Spesa media: 35-45 €.