Ristorante Quintilio

Il Ristorante Quintilio è una garanzia di qualità e del ben mangiare dal lontano 1889, sul confine tra Piemonte e Liguria. Luca e Lorena hanno continuato un percorso di grande tradizione del ristorante di famiglia. L’interno del ristorante è molto curato ed elegante, è diviso in tre sale, la grande sala più classica, con collezioni di vasi antichi in vetro, c’è l’enoteca, vanto di Lorena, competente sommelier, dove si è circondati da una collezione di più di 500 etichette e un’altra saletta, più raccolta, con libri rari e oggetti preziosi. La cucina si basa su prodotti di altissima qualità, nel rispetto della stagionalità, come i preziosi tartufi, raccolti nelle zone vicine, e i funghi in ricette classiche ed anche innovative. L’amuse-bouche è un assaggio di torta di riso, vera delizia, seguiti dal pane, la focaccia e i grissini, fatti in casa. Il menù degustazione è composto di 4 portate a 45 euro e vi soddisferà pienamente. Tra gli antipasti citiamo l’uovo pochè con spuma di parmigiano e fondo bruno con o senza tartufo, una raffinata terrina di foie gras d’anatra, marinata al sauternes.Tra i primi gli imperdibili ravioli al plin o gli squisiti gnocchi con le patate di Calizzano con fonduta e tartufo nero. Tra i secondi provate le trippe con fagiolane, o il classico brasato al barolo. Dolci squisiti,come il tortino di mele con il gelato alla crema della casa. Cantina ben fornita con le migliori etichette del territorio.

Trattoria Ca’veja

Se passando in questi luoghi, dove ogni paese merita una visita, volete assaggiare la vera cucina langarola, la trattoria Cà Veja non vi deluderà. La trattoria si trova in una tipica casa di campagna, con la veranda dove d’estate si può mangiare all’ombra. L’interno è rustico ed accogliente, soffitto a volte con mattoni a vista, arredamento in legno, con il camino acceso nei giorni freddi; accoglienza sempre con il sorriso di Cinzia, che vi proporrà i piatti cucinati, con passione, dalla mamma Marisa e dal fratello Massimo. Il menù degustazione a € 27, bevande escluse, prevede 4 antipasti, 2 primi e 2 secondi, con l’assaggio di tre dolci. Antipasti classici piemontesi con salumi locali, battuta al coltello, zampone con lenticchie, i primi sono imperdibili come i tajarin fatti da Marisa con le 30 uova e conditi al burro e fiori, agnolotti del plin, cisrà ovvero minestrone di trippa e ceci. Nei secondi vi delizieranno le carni piemontesi, cucinate nelle ricette tipiche, come il bollito, lo stracotto, la finanziera e il fritto misto. I dolci sono deliziosi e tutti fatti in casa come il bunet e la torta di nocciole, così come il pane cotto nel forno a legna. La cantina attinge alle vicine Langhe e ai suoi migliori produttori. In stagione naturalmente troverete funghi e tartufi. Ottimo il rapporto qualità-prezzo.

Antica Osteria La Sosta

ll centro storico di Laigueglia è una bomboniera che, al suo interno, custodisce altre piccole bomboniere. Una di queste è l’Antica Osteria la Sosta, gestita con grande abilità dalla chef Stefania Alberti, mentre la sala è curata dal marito Daniele Ziliani, restauratore di professione, che ha “firmato” l’arredamento con diversi pezzi davvero interessanti. La coppia ha aperto il ristorante nel 2004, ma dopo una pausa di alcuni anni per seguire il loro primo figlio, da un anno, sono tornati alla guida del locale. L’atmosfera è calda, Daniele premuroso senza essere invadente, ma è dalla cucina (antipasti e primi a 12 euro, secondi tra i 12 e i 18, ma in media sui 15, dolci a 6 euro, porzioni adeguate) che arrivano le sorprese più piacevoli. Stefania è un’ autodidatta, ma ha seguito una serie impressionante di corsi che l’hanno formata come chef, molto apprezzata sia da Gualtiero Marchesi che da Silvio Torre, il primo monumento in cucina, il secondo monumento per la divulgazione enogastronomica. Il menù è territoriale, acciughe, stoccafisso, pescato del giorno (ma anche coniglio e fassona), ma declinato con fantasia e sapienza e condito con ottimo extravergine. Da non perdere la terrina di coniglio con albicocche di Valleggia (in stagione) e bietole, gli gnocchi al baccalà e funghi, i “previ”, le lattughe ripiene della tradizione. Buona, con ricarichi corretti, la carta dei vini a prevalenza rivierasca.

Ristorante U Cian

Nella Val Nervia ci sono suggestivi borghi storici da visitare per scoprire luoghi incantevoli, con storici castelli e chiese con affreschi e sculture importanti, ma anche per gustare la cucina tipica del territorio basata su prodotti eccellenze, spesso presidi slow food. A Isolabona in questo ristorante lo chef Davide Rebaudo propone una cucina tradizionale e molto curata, utilizzando prodotti coltivati dalla famiglia. Il ristorante è all’interno di una magnifica struttura, con ampi spazi esterni, piscina e giardino molto curato, fontane e angoli magici, molto adatti a occasioni speciali. Le sale presentano arredi in legno e pareti in pietra e sono eleganti, confortevoli e adatte a serate romantiche o in famiglia. Nel menù piatti tipici a partire dagli antipasti come il brandacujun, le torte di verdura, il “turtun”, i barbagiuai, il tipico raviolo con zucca e riso. Tra I primi, rigorosamente preparati a mano dallo chef e suoi assistenti, spiccano i ravioli alle erbe, al cinghiale o con la toma. Nei secondi le gustose carni alla griglia, il saporito carrè di agnello e il coniglio al rossese. Ottima scelta di dolci della casa, tutti deliziosi. Servizio puntuale e gentile. Buona scelta di vini del territorio.

Ristorante Pinocchio

È dal 1980 che Sara e Nino, dopo aver maturato una grande esperienza nella ristorazione, hanno proposto nella verde val Lerrone una cucina di territorio anche per i palati più esigenti. I loro piatti sono molto graditi sia dalla clientela italiana che straniera, perché preparati sempre con prodotti di qualità a km. 0 e intrecciando le tradizioni liguri e piemontesi. Si comincia con le verdure dell’orto in pinzimonio con l’olio profumato di olive taggiasche, i patè di olive e di pomodorini secchi, accompagnati dai salami d’asino, di maiale e piccanti calabresi. Numerosi gli antipasti caldi e freddi, sia di pesce che di carne e di formaggio, come i tomini di capra serviti con la marmellata di peperoni, la carne salata, il polpo cotto a vapore e le gustosissime frittelle di rossetti. Fra i primi, oltre agli insuperabili ravioli con la borragine, gnocchi e tagliatelle, tutto fatto a mano e con sughi di stagione. I secondi robusti: grigliate di carne, roast-beef e arrosti e con la scelta di un secondo di pesce come l’orata o il salmone. Dolci preparati dagli abili pasticceri come le crostate di frutta, gli speciali tiramisù, e i deliziosi semifreddi e i budini. Ottimo rapporto qualità–prezzo, menù degustazione a 30 euro vino della casa incluso. Possibilità di soggiorno nell’agriturismo. Consigliata la prenotazione.

Osteria Murivecchi

La famiglia Ascheri a Bra produce i suoi vini dal 1880, e negli ultimi anni ha creato, accanto alla cantina, una struttura moderna con un albergo prestigioso e l’osteria ricavata dalle sale di affinamento del barolo. L’ambiente è rustico, con volte a botte, mattoni a vista e diviso in piccole sale, nell’insieme affascinante, con tavoli massicci di legno e sedie impagliate come le vecchie trattorie di campagna, con il menu del giorno scritto sulla lavagna. In estate si può pranzare sotto un fresco pergolato. Il menù cambia ogni settimana con i classici della cucina piemontese, ma anche preparazioni innovative. Negli antipasti la salsiccia di Bra e gli spumini di ricotta su sfoglia e bastoncino di semi misti, fra i primi gnocchi al Castelmagno, tajarin e ottimi risotti, spesso preparati con salsiccia di Bra e verdure di stagione. Nei secondi da provare, oltre ai brasati e gli arrosti, i bocconcini di cinghiale e la tagliata di vitello. Sempre presenti anche piatti di pesce. Dolci della casa, nuovi come la cocotte di torrone e pistacchi con bricchetto di caffè caldo, e i classici, ma sempre graditi, bunet al cioccolato e amaretti e la tortina di mele calda con la crema inglese, senza però rinunciare alle pere Martini cotte nel vino rosso. Ampia scelta di vini, serviti anche al bicchiere. Conto da € 30 a € 40 euro, esclusi i vini.

Byblos

Da 25 anni alla guida del ristorante, Marco Cuccuvè è riuscito a proporre una cucina di alto livello, con pesce sempre fresco, cucinato con abilità da una brigata di cucina molto affiatata. Splendida posizione, davanti alla spiaggia, nelle belle giornate, anche in inverno, è molto piacevole pranzare con accanto il mare e scaldati dal tiepido sole di Ospedaletti. In sala la sig.ra Carla e il personale gentile e professionale garantiscono un servizio impeccabile. In cucina lo chef Gennaro Vivo propone piatti molto curati, anche nella presentazione, ed è basata su prodotti di alta qualità e di stagione. Molto richiesto, negli antipasti, la “fantasia di crudo” composto da ostriche, scampo, gamberi, tartare di tonno, tonno scottato, cappasanta, spada, salmone selvatico affumicato oppure il polpo tiepido in insalata. Nei primi da segnalare i ravioli di pescatrice con vongole e limone, o i tagliolini all’astice, una specialità dello chef. Nei secondi l’imperdibile fritto misto, leggero e croccante, o la gustosa grigliata di pesce. Ampia scelta di dolci squisiti tutti da assaggiare come i babà al rum, i cannoli alla ricotta, il tiramisù, la superlativa millefoglie. Ambiente elegante e raffinato, perfetto per occasioni speciali e serate romantiche. Buona scelta di vini con particolare attenzione i vini del territorio. Sempre consigliata la prenotazione.

Ristorante Il Sogno

La nuova posizione del locale nel centro di Finale riscuote molto successo, le sale del ristorante sono molto luminose, l’arredamento molto curato ed elegante.Lo chef e proprietario Timi ha realizzato qui il suo sogno, offrire ai clienti dell’ottimo pesce di cattura sempre freschissimo, cucinato con passione. Il menù degustazione a 35 euro è composto da un antipasto, la passatina di ceci al rosmarino e code di gamberi fritti, seguiti dai tagliolini di pasta fresca tagliati al coltello, sughetto di branzino e verdure saltate, a seguire il pescato del giorno al forno con patate e olive taggiasche, e carciofi nostrani, e si conclude con il delizioso sorbetto alle clementine e vodka. Alla carta si può scegliere la tartare di palamita, salsa di soia, insalatina di finocchi e arance pernambucco o il tortino caldo di pasta brisè ai topinambur e crema di mozzarella di bufala. Tra i primi citiamo i doppi ravioli ripieni di pesce e carciofi, sughetto di triglie e broccoletti o i mezzi paccheri ai gamberoni viola di Sanremo. Nei secondi da assaggiare i calamari veraci alla piastra con crema di sedano rapa oppure le squisite costolette d’agnello in crosta di nocciole cotte al forno. I dolci, tutti fatti in casa, sono interessanti, come il semifreddo alle nocciole, ganache al fondente, cristalli di sale e terra al cioccolato. Ampia scelta di vini con etichette di alta qualità e accurata selezione di champagne.

La Cuvèa

Tipica trattoria in pieno centro di Sanremo, raccolta e confortevole, molto frequentata dai “sanremaschi” e dai turisti che, dopo aver provato la cucina, tornano sempre con grande piacere. In sala Andrea accoglie i clienti con un sorriso e con rapidità racconta i piatti del giorno, sempre diversi e tutti da provare. I menù previsti partono dal piccolo menù a 12 euro con un primo, il dessert, l’acqua, il vino e il caffè, se si sostituisce al primo un secondo o un antipasto si sale a 14 euro, a 18 euro si mangia il primo e il secondo con vino, acqua e caffè, con l’aggiunta del dessert si sale a 22 euro, per finire a 27 euro con il menù degustazione completo. Tra gli antipasti sempre presenti le acciughe fritte e il polpo con patate. Imperdibili i ravioli alla borragine, specialità della casa, gli gnocchi al pesto o il profumatissimo minestrone. Fra i secondi i polipi in guazzetto o il classico coniglio alla ligure o il pesce in crosta o alla ligure, con olive e carciofi. Buona scelta di dolci fatti in casa, le squisite crostate, le torte di frutta, e le cheesecake. Un’attenta scelta di prodotti genuini e locali, cucinati con semplicità, questa è la formula giusta ed equilibrata per una vera trattoria con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Piccola carta dei vini con buona presenza di etichette di qualità.

Cantina del Rondò

La “Cantina del Rondò” rappresenta il sogno di Emanuela e Francarlo, un sogno che si è concretizzato nel 1999 quando hanno aperto il ristorante. Il desiderio era quello di proporre una cucina del territorio, preparata con prodotti genuini e biologici, seguendo le stagioni, e offrendo il vino fatto da loro, con grande passione. Nipote di Carlo Arpino, uno dei grandi cuochi e pasticcieri di Langa, Emanuela, anche oggi che Francarlo non c’è più, ha deciso di continuare a portare avanti quel sogno, con l’aiuto di Viola, la figlia, e coadiuvata da Gabriella, diventata socia e Franca, sua valida collaboratrice. Le ricette sono quelle tradizionali, come il «vitel tuné alla borghese», l’insalata di carne cruda, la straordinaria finanziera reale con 10 frattaglie nobili di toro, gallo e coniglio; o i tajarin al ragù di salsiccia, i ravioli del plin, il coniglio di cascina al «bagnet» secondo l’antica ricetta dell’Alta Langa. In stagione funghi e tartufi e da non perdere gli aspic di frutta. Il Rondò produce vini importanti come Nebbiolo, Barbera e Barbaresco, che si trovano in mescita. C’è un menù degustazione a €45, alla carta si spende poco di più. L’ambiente è suggestivo. Si mangia nell’antica cantina con le volte a vela e i muri spessi rosati, la sera a lume di candela e in estate nel dehors di fronte alla bellezza delle Langhe.