La Prua

In una posizione meravigliosa all’inizio della passeggiata, dove grazie alla veranda si può mangiare a pochi metri dal mare e in estate direttamente sulla spiaggia, questo ristorante basa la sua cucina sul pescato locale e sulla qualità delle materie prime, selezionando prodotti migliori, possibilmente a km. 0. Il menù degustazione, a 50 euro bevande escluse, propone come antipasto i moscardini su crema di zucca allo zenzero, gnocchi di patate viola con calamaretti in bagna cauda; come secondo una scaloppa di branzino con legumi secchi, cereali e un dolce a scelta. Alla carta, fra gli antipasti un interessante crudo di pesce, un trittico con assaggio del baccalà su crema di fave secche, toast di spada affumicato con sesamo nero e i moscardini; fra i primi tagliolini neri con pesce san Pietro, broccoletti e pinoli, ravioli di branzino con ragù di tonno e zimino di ceci con code di gamberi. Tra i secondi da provare il fritto misto, croccante e leggero, la grigliata mista di pesce. In carta anche piatti di carne e per vegetariani. Ampia la scelta di dolci, fra cui la “tre mousse” al cioccolato, al Gran Marnier e al pistacchio oppure la Cheese Cake al mandarino e crema di marroni. La carta dei vini interessante con vini del territorio, ma con una buona scelta di etichette importanti di altre regioni.

La Balena Bianca

Splendida e luminosa location per questo ristorante avviato da circa 5 anni dalla chef Paola Chiolini e dal marito Daniele, luogo ideale per gustare il freschissimo pescato locale cucinato con creatività e fantasia. Ampia sala, arredamento moderno, molti quadri e oggetti artistici denotano la passione di Paola e Daniele per ogni espressione artistica e lo dimostrano nei piatti, molto curati e serviti sempre con impiattamenti fantasiosi ed originali, grazie anche ad una trentennale esperienza nel catering che la coppia ha acquisito a Milano, dove ancora oggi sono attivi e presenti. Sempre particolari gli abbinamenti che la chef propone nei suoi piatti, mai banali e sempre gustosi. Come ad esempio i ravioli di barbabietola con fettine di mela e scampi, la seppia delicata su letto di finocchi al profumo di menta, il turbante di ombrina con castagne caramellate. Si comincia con gli antipasti (dai 9 ai 13 euro) tra cui la tartare di pesce freschissimo e mango oppure la cruditè di orata con il gambero di Sanremo profumato al rum e zenzero caramellato. I primi piatti di pasta fresca fatta in casa come i ravioli di branzino con totani al tartufo o gli strozzapreti ai frutti di mare ( dagli 11 ai 15 euro), e nei secondi citiamo la treccia di branzino con germogli di porro e il cappon magro (dai 15 ai 20 euro). Ampia scelta anche per chi preferisce la carne e particolare attenzione per chi desidera preparazioni vegetariane e vegane. Molto interessanti i dolci preparati da Paola, come il tiramisù in gabbia o la mattonella di cioccolato con crema di mascarpone profumata alla menta. Il menù del giorno è scritto sulla lavagna e propone sempre piatti particolari. Si possono gustare anche ottime pizze e focacce. In ogni stagione l’ambiente familiare ed accogliente lo rende una sosta piacevole, con una vista mare davvero magnifica.

Trattoria Belvedere Roero

Trattoria affacciata sulle colline del Roero con un panorama impareggiabile in ogni stagione dell’anno. Imperdibili i piatti proposti dalla famiglia Sperone che gestisce il ristorante da più di vent’anni. Lo chef Andrea prepara i piatti della tradizione piemontese con bravura e utilizzando in prevalenza i prodotti dell’orto di famiglia e le carni migliori, come il coniglio di Carmagnola grigio presidio Slow food e la selvaggina. Le paste fresche fatte in casa sono i simboli della cucina piemontese, tajarin e ravioli del plin. Fra gli antipasti spiccano la carne cruda tagliata al coltello, il vitello tonnato, la lingua in salsa verde. Ottimi i dolci della casa come il bonet e la torta di nocciole con lo zabaione. Da giugno ad ottobre si possono gustare i funghi e da novembre in poi i tartufi, dai più pregiati a quelli neri, molto presenti nella zona, con tante ricette tutte deliziose. Grande selezione di formaggi Dop, vanto del territorio piemontese, come il Raschera, il Castelmagno, la Toma di Murazzano e la Robiola di Roccaverano. Da non perdere in autunno il “Putage”, lo stufato di carne e verdure, cotto sulla stufa e servito con la polenta. Interessante carta dei vini, con particolare attenzione a quelli della zona. Garantita l’accoglienza gentile e professionale, ambiente confortevole. Prezzo medio bevande incluse 30 €.

Ristorante A Viassa

Una passeggiata a Dolceacqua è sempre una bellissima esperienza, e lo sanno i moltissimi turisti che ogni anno vi si recano e quest’anno in occasione della mostra dedicata a Monet avranno una ragione in più per tornare. Una sosta consigliata è al ristorante la Viassa, aperto da pochi anni da due giovani intraprendenti e appassionati, Stefano e Aimone, che si sono conquistati un posto invidiabile nell’offerta gastronomica della val Nervia. La cucina dello chef Aimone, coadiuvato da Andrea e Crina, è basata sui prodotti del territorio, seguendo la loro stagionalità, e con l’aggiunta di un pò di fantasia. Negli antipasti, sempre presenti, tra gli altri, il brandacuiun (stoccafisso con olio,patate, prezzemolo), i barbagiuiai (ravioli fritti con ripieno di riso e zucca), e i previ (involtini di verza e salsiccia). Nei primi, tagliatelle alle vongole, carciofi e bacon, i gnocchi ai calamari e crema di cime di rapa, e risotto alla zucca, pistacchi e toma di pecora brigasca. A seguire citiamo l’agnello al forno con i fagioli di Pigna o il pescato del giorno con broccoli e carote. Dolci fatti in casa, tutti da assaggiare come il gelato di michette e riduzione al Rossese, la torta sacripantina e il crumble di cioccolato e pere, per citarne alcuni. Stefano e le sue collaboratrici assicurano un servizio cortese e professionale. Buona carta dei vini, con le migliori etichette del Ponente.

Trattoria da Bianca

Arnasco è un delizioso paesino adagiato su dolci colline, che producono la “pignola”, un’oliva con un leggero gusto di pinolo da cui si ricava un olio giustamente rinomato. In questo storico locale si viene soprattutto per assaggiare i mitici ravioli, che ogni giorno Marica e la figlia Sonia preparano con erbette e borragine e servono al sugo, o al burro e salvia, oppure anche semplicemente al naturale, appena scolati. Il menù è sempre uguale, una garanzia di continuità in questo locale gestito da tre generazioni dalla stessa famiglia dagli anni ‘70. L’ambiente è casalingo, senza fronzoli, accogliente e pulito. Si mangia quello che è proposto a voce, senza carta o lavagnetta, i piatti seguono la stagionalità e le verdure sono a “metro zero”, arrivano dall’orto di fronte al ristorante. Si comincia con 8 antipasti tra cui salumi, cipolline, insalata di fagioli, torte di verdura, peperoni, bruschette, carciofi pastellati o fiori di zucca. Fra i primi ravioli, tortellini o tagliatelle, tutte fatte in casa. Fra i secondi coniglio alla ligure con olive e pinoli, roast-beef e lumache. Dolci maison: tiramisù, panna cotta, le crostate di frutta, le torte di mele. Vini locali, rossi e bianchi compresi nel prezzo del menù di € 25. Nel week-end conviene prenotare e si capisce il perché.

Locanda Fungo Reale

È la meta preferita degli amanti dei funghi. Siamo in valle Stura, a circa 700 m. di altitudine, in una zona ricca di prodotti tipici e dalla cultura montanara. La locanda offre relax e accoglienza familiare, circondati da un giardino molto ampio e con un prato ben curato. Mauro e Manuel in cucina, aiutati dalla nonna, propongono piatti della tradizione fra i quali domina protagonista assoluto il fungo, che cresce abbondante nella zona. La mamma Olga in sala garantisce un’accoglienza cordiale e molto attenta. Ai funghi sono dedicati due menù: uno a € 32 con 5 antipasti, due primi, 1 secondo con contorno di funghi fritti, e tris di dolci, l’altro a € 28 con 4 antipasti, 2 primi (agnolotti e tagliolini), 1 secondo con funghi trifolati, tris di dolci, e caffè. Particolare il “cappuccino” alla crema di funghi come antipasto e la meringa a forma di fungo come dolce. C’è anche un terzo menù a € 33 con 5 antipasti, due primi, due secondi, i formaggi e i dolci, caffè e vino compresi. La cucina propone anche piatti cucinati con prodotti del territorio, dall’agnello sambucano alle trote dello Stura, la cacciagione, i formaggi dei caseifici locali, il miele, le verdure e la frutta coltivate in zona. Ottimi dolci della casa per chiudere in allegria e una discreta cantina con vini del territorio e dal corretto ricarico.

Osteria da Gemma

Questa osteria è un gioiello incastonato in un paesaggio meraviglioso, che incanta in ogni stagione. La cucina di Gemma è tradizionale e ricorda quella delle mamme e delle nonne. Il menù è lo stesso da sempre ed è una garanzia di qualità, perché creato con prodotti a km. 0 e produttori di fiducia. Si inizia coni salame, crudo e cotto, che viene lasciato sul tavolo e a cui bisogna saper resistere se si vuole arrivare ai dolci. Gli antipasti prevedono un’incredibile insalata russa, una deliziosa carne tagliata al coltello, e il classico vitello tonnato. Imperdibili i primi: ravioli del plin e tajarin. Gemma è un’artista, riesce a tirare la sfoglia, con il matterello, fino a 16 metri, ed è riuscita a promuovere il “social plin”, un rito che si ripete ogni giovedì, quando si riuniscono le donne del paese per preparare i ravioli; tutte insieme, ridendo e raccontandosi delle storie, finiscono poi gustare i piatti preparati da Gemma per le sue amiche, sempre con il suo sorriso dolce e lo sguardo allegro. Il menù prosegue con due secondi, il coniglio, il cinghiale con le castagne, o l’arrosto con i contorni dell’orto e si conclude con tre assaggi di dolci, una meringata soffice e croccante, il bonet, sempre delizioso e il classico strudel della casa. Il menù fisso è a 29 euro, vini a parte. Il personale sempre gentile e l’accoglienza familiare.

La Cicala

Bordighera è un piccolo borgo molto suggestivo, la sera animato dai molti ristoranti presenti. Consigliato per chi ama il pesce, questo ristorante si trova in una bella piazzetta che nella bella stagione diventa una terrazza molto romantica. L’interno presenta un’unica sala con pavimenti in cotto e volte in pietra, elegante e moderno, con quadri colorati alle pareti. In sala Cristina accoglie con un sorriso e accompagna i clienti nella scelta dei piatti che lo chef Gianni prepara ogni giorno con prodotti freschissimi. I piatti sono indicati sulla lavagnetta d’ardesia, e soddisfano anche chi non ama il pesce. Negli antipasti il crudo di pesce con gambero di Sanremo e pescatrice, le capesante grigliate con carciofi spadellati e la squisita farinata con le cipolle, oltre che il stoccafisso mantecato. Nei primi, tutti preparati a mano dallo chef, i tagliolini al nero di seppia con i calamari e i ravioli di pesce o di borragine. Tra i secondi il pescato del giorno dei pescatori locali, il fritto di calamari leggero e gustoso. Anche piatti di carne in carta. I dolci sono una delle specialità dello chef. Preparati in casa anche il pane, le focacce e la piccola pasticceria. Cantina con etichette interessanti di diverse regioni.

La Vigna del Maestro

Una cascina immersa nella campagna, una ristrutturazione curata che ha creato un ambiente confortevole nelle sale interne, nella camere situate al piano superiore, e nello spazio esterno con mattoni a vista. Il ristorante è dedicato al Maestro “Castiln”, padre di Fulvio e nonno di Chiara e Fausto, che oltre al suo lavoro di maestro elementare si dedicava con passione alla vigna e alla campagna. La cucina è affidata allo chef Alberto Paglieri, che propone piatti della tradizione, ma con qualche spunto creativo, con i prodotti dei contadini locali, la carne dell’amico allevatore, i formaggi dei pastori delle vicine montagne. In stagione sempre presenti funghi e tartufi. Serate a tema con il bollito, con la polenta, le lumache e a volte con il pesce. Spesso sono proposti momenti musicali, anche se l’intrattenimento è garantito da Fulvio, che suona la chitarra e canta allegre canzoni piemontesi accompagnato da un caro amico. Presente il menù degustazione a 30 euro e la scelta alla carta, tra cui citiamo tra gli antipasti la battuta di Fassone, il tonno di coniglio, l’uovo pochè con fonduta, la millefoglie di patate e funghi. Da non perdere i tajarin al ragù di salsiccia e i risotti di stagione, tra i secondi una squisita guancia di vitello e il brasato al nebbiolo. Ottima anche la degustazione dei formaggi abbinati alle marmellate e miele. Deliziosi anche i dolci, tutti fatti in casa. Buona scelta di vini, soprattutto del territorio.

Locanda Le Macine del Confluente

Una dimora di charme in valle Argentina, a metà strada tra il mare e la montagna, luogo incantevole in ogni stagione, che i proprietari, Tiziana e Gigi, hanno creato con tanta passione. Nelle sue sei camere eleganti, accoglie molti turisti, italiani e stranieri, che apprezzano l’entroterra e la sua cucina. L’interno del ristorante è molto caratteristico, con i tavoli in legno e i due camini sempre accesi in inverno, che rendono l’ambiente molto confortevole. In estate si può pranzare nel giardino. Lo chef Giancarlo Borgo basa la sua cucina sui prodotti del territorio, seguendo la stagionalità, con piatti tradizionali con spunti creativi, presentati sempre con originalità. Il menù degustazione a 35 Euro, cambia ogni mese, comprende gli antipasti, tra gli altri citiamo il brandacujun, stoccafisso cremoso e patate e il cestino di pasta fillo con carciofi e porri croccanti. Nei primi i tagliolini di semola di grano duro con lo zafferano, le olive taggiasche disidratate e la cipolla croccante, e gli squisiti risotti dello chef. Nei secondi la specialità del ristorante: la tagliata, in alternativa l’agnello, il coniglio o il baccalà. Dolci della casa originali e deliziosi. Tiziana sempre sorridente, vi descriverà i piatti e Gigi saprà consigliarvi il vino giusto da abbinare. Ampia carta dei vini, con particolare attenzione a quelli locali.