Osteria Rabezzana

L’Enoteca Rabezzana, in centro a Torino vicino a piazza Solferino, nasce nel 1911 quando il bisnonno dell’attuale proprietario, dalla provincia di Asti, apre un emporio per i propri vini. Dopo vari spostamenti e generazioni, dal 2016 l’osteria ed enoteca si trova in via San Francesco d’Assisi, accanto al Pastificio Giustetti, gestito dagli zii di Franco, l’attuale titolare. Il locale si sviluppa in un’ampia sala nel seminterrato, che ricorda le cave francesi, dove si gustano specialità del Monferrato arricchite da contaminazioni siciliane, legate alle origini dello chef Giuseppe Zizzo. In menu, antipasti come carne battuta al coltello, vitello tonnato alla vecchia maniera o la tartare di gambero rosa e viola con pan brioche agli agrumi (13-18 €). Nei primi, pasta fresca del Pastificio Giustetti, dagli agnolotti vecchio Piemonte alle casarecce alla Norma o tagliolini alle cime di rapa (13-14,50 €). Tra i secondi, costolette d’agnello allo scottadito e filetto di rombo al forno (24-26 €). Nei dolci, bonet e cremino alle nocciole accanto a zeppole e strudel (7 €). La carta dei vini vanta oltre 900 etichette. Da segnalare il “Buta Stupa”, l’usanza di ritappare la bottiglia non terminata per portarla a casa. Spesa media: 35-45 €.

Ristorante Monti

A un passo da piazza Adriano, il ristorante Monti propone una cucina piemontese verace. Le loro specialità sono i piatti tradizionali come il vitello tonnato della nonna, “i plin alla cordunà”, ossia i  ravioli con il pizzico serviti nel tovagliolo, senza condimento, e il tipico fritto misto alla piemontese tre versioni: normale o vegetariano (16 pezzi a 24€) e gran fritto misto (35 pezzi a 48 €) in cui nella parte salata brillano la milanese di pollo e quella di lonza, le polpettine di vitello, le cervella, le granelle, il fegato. In quella dolce tra le altre cose, il semolino, la prugna, la banana e l’amaretto. Inoltre c’è il menù degustazione a 45 €. La carta inoltre offre i classici piatti piemontesi, dalla trippa ai batsoa (piedini di maiale), dal filetto Torino (impanato con i grissini, quello che molti
chiamano Grissinopoli) alla finanziera (il piatto che piaceva a Cavour con frattaglie e rigaglie di pollo). Tra i dessert lo zabajone, il bonet e la torta alla nocciola di Cortemilia. Ampia la scelta dei vini con grandi etichette di tutta la regione, ma anche bottiglie di piccoli produttori. Il locale aderisce all’iniziativa Buta Stupa per cui ci si può portare a casa la bottiglia non terminata.

Osteria Antiche Sere

A Torino è sempre esistita la tradizione delle piole, ossia delle osterie dove si mesceva vino e dove si mangiava qualche piatto tradizionale. Questo storico locale di via Cenischia (aperto solo la sera) è una delle poche vere “piole” rimaste in città, con gli arredi in legno all’interno e una bella “topia” (pergolato) per mangiar fuori d’estate. Si inizia con antipasti misti, dal peperone con l’acciuga al tomino elettrico, dalla lingua alla frittatina d’erbe (15€). Poi si possono gustare eccellenti gnocchi casalinghi con la salsiccia o i classici agnolotti al sugo d’arrosto (dai 10 ai 12€). Nei secondi lo  stinco di maiale arrosto e le guancette di vitello (tutti 15€). Tra i dessert da non perdere il classico bunet, le pere cotte al cioccolato e il semifreddo all’arancia (tutti a 5€). Colpiscono gli onesti ricarichi nei vini in carta. Qui è ancora possibile cenare con 35/37 euro. Nel weekend è bene prenotare, perché altrimenti è difficile trovare posto.

Le Vitel Etonne'

Situato in pieno centro di Torino, l’insegna identifica la specialità di questo locale, il tipico piatto cult che qui troverete sempre. Un ambiente caldo ed accogliente, con due sale di cui una a livello
cantina con 300 etichette Italiane, fra cui molti rossi piemontesi. Lo chef Massimiliano Brunetto propone piatti piemontesi, a volte reinterpretati. Tra gli antipasti il vitello tonnato della casa, le  animelle glassate con carciofi arrostiti, l’insalata di gallina, truset (radicchio rosso), Castelmagno, nocciole e uovo sodo (dai 14 ai 15 euro). Tra i primi citiamo i classici agnolotti al plin, ma anche le ravioles della Val Varaita con burro, salvia, fontine e nocciole.) ai tagliolini 36 tuorli con carciofi o salsiccia di Bra, i ravioli vegani con ripieno di carciofi e patate (dai 13 ai 16 euro). Nei secondi troviamo il ramen di bollito alla piemontese, il baccalà con l’aglio nero e chips di cavolo nero e la tradizionale finanziera (dai 22 ai 23 euro). Tra i dolci il cremoso al gianduia con crema al caramello salato e nocciole e le pere Martin sec al nebbiolo con crema di robiola di capra alla cannella e crumble (tutti i dolci a 7 euro). Ottimo rapporto qualità-prezzo. Producono ogni giorno paste fresche da asporto, insieme ai diversi sughi.

Trattoria di Campagna

Indirizzo storico della cucina valdostana, collocato sulla statale che da Aosta conduce al Monte Bianco, il locale ha un comodo parcheggio e in estate un grazioso dehors. L’arredamento è semplice, ma ordinato; i tavoli sono preparati con cura e in sala, Mauro il proprietario, vi farà sentire subito a vostro agio, illustrando con attenzione il menù e le proposte del giorno. Si parte dal tagliere della Vallée con salumi e formaggi locali, e dai classici Gnocchi di Campagna 1976, prodotti maison con patate di montagna con crema al Bleu d’Aoste e noci. Specialità nei secondi con la  Carbonada non è carbonara”: carne di vitello tagliata a spezzatino, cotta nel vino rosso “La Sabla”, profumata con bacche di ginepro e chiodi di garofano accompagnata con polenta sette grani. Il carrello dei dolci è molto invitante, si segnala una torta di Mele, morbida da gustare a cucchiaio, tutto rigorosamente fatto in casa, giusta conclusione di una sosta all’insegna della tradizione di una
trattoria con una lunga storia alle spalle. Ricca di proposte la carta dei vini con oltre 550 etichette selezionate dalla preparatissima Beatrice. La filosofia del locale è di avere un’ampia scelta di piatti alla carta, adatti a buongustai più esigenti. Menù à la carta “Il percorso Trattoria di Campagna” proposto a 48€ o con abbinamento vini a 68€.

Aggiornato dicembre 2025

Saint Hubertus Cervinia (AO)

Mangiare al Saint Hubertus è un viaggio nei sapori autentici: la cucina dello chef Andrea Rizzo esalta l’eccellenza italiana e valdostana con piatti tradizionali reinterpretati con leggerezza e tecnica. Il ristorante ha volte imponenti, muri in pietra e un grande camino, dove il maître accompagna con competenza nelle scelte di un menù stagionale che unisce materie prime eccellenti e creatività. Si inizia con l’amuse-bouche: olio viterbese a freddo, grissini allo zafferano, burro d’alpeggio, giardiniera piemontese e cous cous. Tra gli antipasti, dai 22 ai 26€, spiccano il carpaccio di pezzata
rossa valdostana con chips di polenta e maionese alle erbe o il salmone marinato alla rapa rossa. Tra i primi, dai 24 ai 28€, molto amati dagli ospiti stranieri, i tortelli di ossobuco con fonduta di Parmigiano 36 mesi e zafferano, o le paste fresche fatte a mano. Nei secondi, dai 24 ai 36€, ampia scelta tra terra e mare: dal tonno tataki con catalana di verdure all’agnello norvegese al forno. Finale spettacolare con la sfera di cioccolato fondente, frutti di bosco e gelato alla vaniglia. Grande protagonista la cantina, con etichette rinomate e piccoli produttori da scoprire. Una saletta  privata affianca la cantina per cene riservate. Il Saint Hubertus Resort è anche cornice ideale per matrimoni ed eventi, con il Cervino a vegliare maestoso. Obbligatoria la prenotazione.

Aggiornato dicembre 2025

Ristorante Il Carrettino

In posizione strategica tra Milano, Torino e Genova, vicino a grandi centri commerciali e turistici, questo ristorante sorge in una casa colonica ristrutturata con gusto, parte di un ampio complesso che include hotel e sale per meeting e congressi. Immerso nel verde, con parcheggio e aree giochi per bambini, è ideale sia per cerimonie che per chi cerca una cucina genuina e legata al territorio. A pranzo propone un menù di lavoro da 19 €, con diversi piatti del giorno e alla carta un ricco con paste ripiene, risotti e carni di Bufalo e Angus, nati e allevati in azienda. La carne di Bufalo, magra
e digeribile, è protagonista di specialità come la bresaola, il prosciutto e i salamini alla griglia. In cucina si utilizzano carni provenienti dalla fattoria Fabbrica o da allevamenti italiani selezionati, nel pieno rispetto della natura e del benessere animale. I prodotti della fattoria, dalle carni ai salumi, sono disponibili anche nello spaccio all’ingresso del ristorante. Il menù degustazione è proposto a 38 €, in cantina buona scelta di etichette del territorio. In stagione, da non perdere le fragole di Tortona, presidio Slow Food, che arricchiscono l’offerta di un luogo capace di unire sapori autentici, accoglienza e legame con il territorio.

Aggiornato gennaio 2026

Ristorante Vallerana

Qui troviamo un’ottima cucina del territorio e possiamo provare l’esperienza della ricerca del tartufo con i cani. Un’attività divertente e rilassante, passeggiando nel bosco e seguendo il cane e il trifolau, il simpatico Franco Novelli, patron del ristorante. L’ambiente è confortevole, come le classiche trattorie di paese, garanzia di buon cibo e prezzi onesti. Arredamento classico con un grande camino che scalda l’ambiente ed un angolo dedicato alla cantina con i migliori vini del territorio. I piatti sono quelli tipici del Monferrato. Si comincia con gli antipasti caldi come le crespelle, i flan e i tortini con fonduta e freddi come il vitello tonnato e il carpaccio di vitello (15 Euro per l’antipasto misto). Fra i primi da non perdere i ravioli, classici o con il plin, la pasta al forno e gli  immancabili tajarin. (I primi dai 5 agli 8 Euro). Fra i secondi spesso presente il bollito, servito con precisione e rapidità con lo storico carrello che mantiene tutta la carne ben calda immersa nel suo brodo. Oltre al bollito ci sono gli arrosti, il brasato, il coniglio in padella e la selvaggina (dai 10 ai 15 Euro). In stagione anche i funghi. Per finire dolci della casa, come il bonet e il tiramisù. Ovviamente la “grattata di tartufo” è consigliata e va considerata a parte in base alle quotazioni del mercato. Dal lunedì al venerdì pranzo di lavoro a 15€ con antipasto, primo e dolce della casa.
Per gruppi e comitive pranzo completo a partire da 25€.

Aggiornato gennaio 2026

Castello di Razzano

Immerso tra colline e vigneti, il Castello è un relais di charme con camere accoglienti, cantina storica con museo del vino. L’atmosfera è d’altri tempi, sale eleganti e confortevoli affacciate sul suggestivo giardino all’italiana. Lo chef Emanuele Monzeglio omaggia il territorio con materie prime di qualità, vini e olio di produzione propria. Il menù stagionale unisce tradizione e creatività: antipasti piemontesi, paste fresche fatte in casa, plin in diverse varianti e secondi di carne che esaltano Fassona e selvaggina locale. Il menù degustazione di 4 portate è proposto a 65 €. Alla carta fra i primi, agnolotti al sugo di arrosto e tagliolini e tagliatelle fra 18 e 24 €; fra i secondi, coniglio, filetti e arrosti a 26 €. I dessert della casa fra 8 e 11 €. Elemento distintivo è la carta dei vini, che valorizza le etichette dell’azienda vinicola del castello con la possibilità di degustare i vini della tenuta e/o scegliere un percorso di abbinamento ai piatti. Meta ideale per chi cerca un’esperienza tra arte culinaria e cultura enologica. La professionalità e la disponibilità dello staff, la qualità del cibo e l’incantevole location ne fanno una scelta eccellente per una cena romantica, un evento speciale o semplicemente per un momento di relax immerso nel cuore del Monferrato.

Aggiornato Gennaio 2026

Ristorante Malò

Siamo nell’Alto Monferrato, tra colline che offrono affascinanti panorami sulle Alpi e molti piatti tradizionali e prodotti tipici, fra cui un fantastico salume, il “Filetto baciato”. In cucina opera con cura e competenza da Cinzia mentre la sala è gestita con simpatia dal marito Enrico. Innamorati del paese e delle tradizioni locali, hanno riaperto un ristorante di lunga tradizione. I clienti sono accolti in una grande sala da pranzo con pavimento in marmo bianco e nero e grandi vetrate con vista su boschi e montagne. Alle pareti foto e documenti di famiglia testimoniano la lunga storia del
locale. In bella vista tante bottiglie di vini del territorio inserite in carta con un onesto ricarico. La cucina propone interessanti antipasti come la terrina di bollito misto, la battuta a coltello con tartufo nero e il flan di verdure con la toma d’alpeggio; le paste fresche fatte in casa, come le tagliatelle e i classici plin alle tre carni, fra i secondi il bollito, il fritto misto alla piemontese e selvaggina; grande la scelta di affettati e formaggi provenienti da fornitori della zona e dessert creativi. Il menù segue il ritmo delle stagioni, dove tradizione e stagionalità vengono interpretate con inventiva dalla cuoca. Le porzioni sono generose, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Per un pasto la spesa oscilla fra i 40 e 60 euro.

Aggiornato 2026