La Taverna di Fra Fiusch

Nell’incantevole borgo di Revigliasco a pochi chilometri da Torino, tra le mura di una cascina di fine ‘800, intima ed accogliente, troviamo Fra’ Fiusch, dove lo chef Ugo Fontanone ha fatto da maestro a una piccola nidiata di chef, che oggi lavorano in ristoranti più o meno blasonati. In collina è sempre piacevole ritrovare i classici della tradizione piemontese cui talora si affiancano piatti che spingono sul versante dell’innovazione. Si può infatti assaggiare tanto il vitello tonnato all’antica maniera quanto le pesche e i porcini e la lingua salmistrata ai peperoni in salsa verde. Non mancano i tajarin con il ragù langarolo di fegatini di pollo e salsiccia e gli agnolotti del plin di carne al burro d’alpeggio ma anche quelli ripieni di carne d’asino e il risotto alla toma di Murazzano, pere e caffè. Tra i secondi la finanziera e la costoletta d’agnello ai lamponi ma anche gamberoni scottati su crema di nocciole. Al dessert tra gli altri fagottini di mele e  Cognà e gelato al blu di capra con sorbetto alle pere. Ampia la carta dei vini offre le eccellenze piemontesi e una ricca selezione di vini italiani con qualche chicca francese. Interessante la selezione di formaggi. Prezzi dai 35 ai 48 euro.

 

Ristorante Les Fleurs

Tiziano e Nathalie vi accolgono con grande gentilezza, simpatia e professionalità nel loro ristorante sulla strada di Pila a 12 km da Aosta, con cucina tradizionale e con un tocco di creatività assolutamente prelibata. Il menù cambia spesso seguendo la stagionalità e la cantina è rappresentata da poche, ma eccellenti etichette soprattutto del territorio. Ideale sia per un pranzo veloce o una cena in coppia o con amici e bambini, dall’interno del ristorante si può ammirare la vista sulla città di Aosta. Sembrerà di esser in aereo! In inverno si possono trovare le zuppe di funghi, patate e segale invernali o per iniziare i piatti tipici della tradizione valdostana come le crespelle farcite con Fontina D.O.P. e prosciutto cotto, gratinate al forno. Ricca la scelta di primi piatti, mai banali, dai ravioli di cinghiale al tortellone di zucca, alla tagliatella fresche all’uovo servite con crema di ceci, dadolata di guanciale e spolverata di Rosmarino. Tra i secondi piatti, tutti accompagnati da contorno di stagione da segnalare la tagliata di Fassone servita con composta di mele Renette, salsa piccante e salsa al pepe verde servita in un piatto che è stato realizzato da un artigiano locale. Previsti menù per bambini e possibilità in estate di mangiare nel dehors sia a pranzo che a cena.

Trattoria l'Oca Fòla

Nel quartiere Cit Turin, tra ville Liberty e il grattacielo di Renzo Piano vicino a Porta Susa, sorge L’Oca Fòla, trattoria che richiama le antiche “piole” proponendo cucina piemontese contadina con tocchi innovativi. I titolari, Massimo Miglietta e Paola Barberis, offrono antipasti come la battuta di fassone con marmellata di cedro e bergamotto, pistacchi, seirass e riduzione di aceto balsamico, la crostatina salata con cavolo rapa e toma DOP su pesto alle mandorle, e il carpaccio di tonno agli agrumi con insalata di carciofi e melograno (14 €). Tra i primi, spiccano gli agnolotti del plin con funghi Shiitake in brodo di porcini e i tagliolini al ragù bianco di capocollo con nido di porri croccanti (14 €). Nei secondi, la trippa al vino bianco con cavolo rosso, pomodori confit al peperoncino (22 €) e la finanziera piemontese (24 €). Dolci tradizionali e creativi (6 €). La cantina, ricca di vini piemontesi, è esposta nelle nicchie in legno. Menù settimanale completo fino a 40 €, la domenica fisso a 33 € con 2 antipasti, 2 primi, un secondo e un dolce. Ambiente caldo con mattoni a vista e arredi in legno. Massimo, sommelier, cura gli abbinamenti, mentre Paola, cuoca langarola, trasmette la sua passione: “il cibo deve essere un momento di gioia”.

 

 

Osteria Rabezzana

L’Enoteca Rabezzana, in centro a Torino vicino a piazza Solferino, nasce nel 1911 quando il bisnonno dell’attuale proprietario, dalla provincia di Asti, apre un emporio per i propri vini. Dopo vari spostamenti e generazioni, dal 2016 l’osteria ed enoteca si trova in via San Francesco d’Assisi, accanto al Pastificio Giustetti, gestito dagli zii di Franco, l’attuale titolare. Il locale si sviluppa in un’ampia sala nel seminterrato, che ricorda le cave francesi, dove si gustano specialità del Monferrato arricchite da contaminazioni siciliane, legate alle origini dello chef Giuseppe Zizzo. In menu, antipasti come carne battuta al coltello, vitello tonnato alla vecchia maniera o la tartare di gambero rosa e viola con pan brioche agli agrumi (13-18 €). Nei primi, pasta fresca del Pastificio Giustetti, dagli agnolotti vecchio Piemonte alle casarecce alla Norma o tagliolini alle cime di rapa (13-14,50 €). Tra i secondi, costolette d’agnello allo scottadito e filetto di rombo al forno (24-26 €). Nei dolci, bonet e cremino alle nocciole accanto a zeppole e strudel (7 €). La carta dei vini vanta oltre 900 etichette. Da segnalare il “Buta Stupa”, l’usanza di ritappare la bottiglia non terminata per portarla a casa. Spesa media: 35-45 €.

Ristorante Monti

A un passo da piazza Adriano, il ristorante Monti propone una cucina piemontese verace. Le loro specialità sono i piatti tradizionali come il vitello tonnato della nonna, “i plin alla cordunà”, ossia i ravioli con il pizzico serviti nel tovagliolo, senza condimento, e il tipico fritto misto alla piemontese tre versioni: normale o vegetariano (16 pezzi a 24€) e gran fritto misto (35 pezzi a 48 €) in cui nella parte salata brillano la milanese di pollo e quella di lonza, le polpettine di vitello, le cervella, le granelle, il fegato. In quella dolce tra le altre cose, il semolino, la prugna, la banana e l’amaretto. Inoltre c’è il menù degustazione a 45 €. La carta inoltre offre i classici piatti piemontesi, dalla trippa ai batsoa (piedini di maiale), dal filetto Torino (impanato con i grissini, quello che molti chiamano Grissinopoli) alla finanziera (il piatto che piaceva a Cavour con frattaglie e rigaglie di pollo). Tra i dessert lo zabajone, il bonet e la torta alla nocciola di Cortemilia. Ampia la scelta dei vini con grandi etichette di tutta la regione, ma anche bottiglie di piccoli produttori. Il locale aderisce all’iniziativa Buta Stupa per cui ci si può portare a casa la bottiglia non terminata.

Agriturismo Maison Rosset

Nell’agriturismo Maison Rosset la simpatia e la professionalità del titolare Camillo vi faranno sentire come a casa, coccolati in un’atmosfera calda, romantica e accogliente. Al piano terreno si trovano le sale ristoro dell’agriturismo, prima utilizzate come mensa per gli operai dell’azienda agricola. Il ristorante conserva intatte le caratteristiche architettoniche dell’epoca: pavimento in pietra, soffitti a volte di mattoni a vista, camino sempre acceso in cui cuoce fumante la polenta sempre presente nelle proposte. Lo chef propone menù diversi, € 40per adulti e € 15 per ragazzi fino a 12 anni, sempre nel rispetto della stagione e delle tradizioni della valle e valorizzando i prodotti dell’azienda. Il menù fisso permette di gustare le specialità tipiche valdostane, cucinate con materie prime di produzione propria, che rendono unico ogni piatto. Da segnalare i crostini con burro miele e lardo, i paté e i flan, fra i primi polenta, gnocchi e creme di verdure e la carne salata aromatizzata al ginepro, davvero straordinaria.  Gran finale con tagliere di formaggi erborinati al finocchio e ginepro prodotti dalla stessa azienda. Non fate i bis per potervi gustare il gelato con la cioccolata calda, che insieme alla polenta con la fonduta sono indimenticabili.

 

Le Vitel Etonne'

Situato in pieno centro di Torino, l’insegna identifica la specialità di questo locale, il tipico piatto cult che qui troverete sempre. Un ambiente caldo ed accogliente, con due sale di cui una a livello cantina con 300 etichette Italiane, fra cui molti rossi piemontesi. Lo chef Massimiliano Brunetto propone piatti piemontesi, a volte reinterpretati. Tra gli antipasti il vitello tonnato della casa, le animelle glassate con carciofi arrostiti, l’insalata di gallina, truset (radicchio rosso), Castelmagno, nocciole e uovo sodo (dai 14 ai 15 euro). Tra i primi citiamo i classici agnolotti al plin, ma anche le ravioles della Val Varaita con burro, salvia, fontine e nocciole.) ai tagliolini 36 tuorli con carciofi o salsiccia di Bra, i ravioli vegani con ripieno di carciofi e patate (dai 13 ai 16 euro).  Nei secondi troviamo il ramen di bollito alla piemontese, il baccalà con l’aglio nero e chips di cavolo nero e la tradizionale finanziera (dai 22 ai 23 euro). Tra i dolci il cremoso al gianduia con crema al caramello salato e nocciole e le pere Martin sec al nebbiolo con crema di robiola di capra alla cannella e crumble (tutti i dolci a 7 euro). Ottimo rapporto qualità-prezzo. Producono ogni giorno paste fresche da asporto, insieme ai diversi sughi.

Antica locanda Il Duca Bianco

All’interno di un’elegante palazzina vicino al centro del paese. L’interno è luminoso, ampio, con arredi moderni, d’estate si può pranzare nel delizioso piccolo giardino o all’esterno sulla terrazza ben ombreggiata. La cucina dello chef Vito Nolè è una garanzia di qualità per i prodotti di eccellenza che usa da sempre e per la sua bravura nel preparare piatti della tradizione piemontese con un tocco essenziale di creatività. Si inizia dagli antipasti che da soli meritano la sosta come il vitello tonnato come da ricetta originale langarola, la lingua in salsa verde e i peperoni con la bagna cauda, sformatini di verdure di stagione. I primi tutti deliziosi dai ravioli d’asino, gli gnocchi ai formaggi con il tartufo o con la fonduta, i tajarin con ragù di cinghiale e i tipici agnolotti del plin. Assolutamente imperdibile il favoloso brasato al barolo. Ottimi dolci come il bunet della nonna e il tortino di nocciole. L’accoglienza è garantita dal personale gentile e sorridente. Ottimo rapporto qualità prezzo, menù degustazione completo a 40 euro. In cantina interessanti etichette delle colline circostanti, dove dominano il Barbera e il Moscato, ed anche un gradevole Gamba di Pernice, raro vitigno a bacca rossa che ha ottenuto dal 2011 la Doc con il nome di Calosso.

Trattoria di Campagna

Indirizzo storico della cucina valdostana, collocato sulla statale che da Aosta conduce al Monte Bianco, il locale ha un comodo parcheggio e in estate un grazioso dehors. L’arredamento è semplice, ma ordinato; i tavoli sono preparati con cura e in sala, Mauro il proprietario, vi farà sentire subito a vostro agio, illustrandovi attentamente i piatti. Si parte dai classici come Zuppa alla Valpellinese o Fonduta alla valdostana con polenta rustica prima della Carbonade con contorno di polenta concia. Ottimo lo spezzatino di carne Fassone piemontese cotto in vino rosso e aromatizzato con erbe e bacche di montagna. Il carrello dei dolci è molto invitante, si segnala una torta di Mele, morbida da gustare a cucchiaio, tutto rigorosamente fatto in casa, giusta conclusione di una sosta all’insegna della tradizione di una trattoria con una lunga storia alle spalle. Ricca di proposte la carta dei vini che annovera le migliori etichette del territorio. La filosofia del locale è di avere un’ampia scelta di menù, dal “bimbo”, a € 7, a quello completo a partire da € 35, proposto in diverse varianti, passando per quello degustazione del viaggiatore più leggero ad altri più ricchi e adatti a buongustai più esigenti.

Tre Galline

Dietro Porta Palazzo, un locale che con i suoi 500 anni di vita ha fatto la storia della ristorazione cittadina, con i suoi piatti in cui la tradizione viene rivisitata attraverso tecniche contemporanee continuano ad attrarre tanto i torinesi quanto i turisti. Alla carta tra gli antipasti i grandi classici come il vitello tonnato con la salsa senza maionese, la lingua brasata con la salsa rubra e la carne cruda di Fassona con l’insalata di cetrioli, yogurt e le ciliegie di Pecetto (dai 16 ai 17 euro).  In stagione la bagna cauda, tutto l’anno il baccalà confit. Tra i primi citiamo i tradizionali agnolotti ai tre arrosti e i tagliolini alle zucchine, zafferano e salsiccia di Bra, e un risotto Acquarello alla crema di piselli, rombo e cipolla in agro (dai 17 ai 18 euro). Tra i secondi la finanziera della casa (25 euro), lo stinco di vitello al nebbiolo (18 euro) e il classico carrello dei bolliti, con sette tagli di carne e sette salse in abbinamento. Oltre al ricco carrello di formaggi, al dessert il classico bonet della casa e il semifreddo alla pesca, granella di amaretto e cioccolato fondente (dai 7 ai 8 euro). La carta dei vini esplora il meglio della produzione piemontese e una selezione di etichette nazionali e internazionali. Menù degustazione a 60 euro.