Ristorante Venaria Reale “Da Matteo”

Siamo alle porte delle Langhe, sulla sponda sinistra del Tanaro, La Venaria in origine era una locanda per cacciatori diventata Reale nel ‘700 per nobili frequentazioni. Qui dimorò Napoleone nel 1796 in occasione dell’armistizio di Cherasco, e da lui Narzole ricevette l’investitura per la tradizionale Fiera di Novembre e la “Venaria Reale” diventò punto di riferimento per alloggiare e ristorarsi, e lo è ancora oggi con camere a prezzi equi (60 – 80 euro). Il ristorante annesso ha assunto il nome del titolare che, con l’aiuto del figlio Luca, lo gestisce da oltre 40 anni mantenendo vive le origini. Qui si gusta le vera cucina piemontese, come i tradizionali antipasti, esposti in vetrina, come la battuta di fassone, vitello tonnato, insalata russa, salsiccia di Bra, lingua salmistrata, patè di fegatini, cotechino con fonduta, ecc. con presenza di tartufi tutto l’anno nero o bianco a seconda della stagione. Tra i primi: ravioli burro e salvia o al ragù, risotto con fonduta, taglierini alla Langarola con funghi, e zuppe di verdure. Fra i secondi l’immancabile arrosto alle nocciole, il brasato, la fonduta con i tartufi. Tra i dessert classici la panna cotta,il bunet, le pesche all’amaretto. I vini con prevalenza di rossi Piemontesi di produttori delle vicine Langhe. Per un pranzo completo senza limiti di quantità spenderete non più di 30 euro esclusi vini (salvo in stagione di tartufi bianchi il cui prezzo sarà determinato dal mercato).

Osteria Primi Dolci

Non si può fare a meno di notare questa simpatica casa a righe gialle e rosse dove si trova l’Osteria Primi Dolci. Lo chef Massimo propone una cucina orientata come è giusto verso il prodotto locale più famoso cioè il porro. Nel mese di novembre il porro viene celebrato in mille ricette a Cervere e l’Osteria propone un menù dedicato al porro abbinato ai prodotti del territorio più gustosi, dalla salsiccia di Bra alla tuma di Langa, dai ravioli alla pasta e fagioli, con il cotechino e con le lumache, a 29 euro bevande escluse. Alla carta lo chef propone, come antipasti l’anguilla in carpione e la carne tagliata al coltello con la salsiccia di Bra. Nei primi troviamo tajarin al ragù, gnocchi al Castelmagno e agnolotti del plin. Le rane e le lumache sono spesso presenti nei secondi piatti, mentre la tagliata cotta sulla pietra ollare e le costate alla griglia sono una specialità della casa. L’ambiente è curato e accogliente, il servizio cordiale e attento, grazie alla simpatia e all’attenzione dello chef Massimo e dei suoi collaboratori. Ampia l’offerta di dolci come il budino di castagne alla crema di cachi e la torta di nocciole e zabaione. La carta dei vini propone le migliori produzioni del territorio. Prezzi onesti, sui 30 euro.

Trattoria Vascello d’Oro

Indirizzo sicuro per gustare il famoso “bollito” di Carrù, questo ristorante ha una storia antica ed è gestito da più di trent’anni dalla famiglia Cravero. Il mitico patron Beppe, personaggio non solo in cucina, con i figli Elena e Marco, e la moglie Lidia, portano avanti la tradizione di un’ottima cucina con ingredienti freschi e genuini, coadiuvati dallo chef Carlo Bella e uno staff preparato e attento. La trattoria si trova al centro del paese, con quattro sale arredate con mobili antichi di famiglia e una cantina, “la crota dl’amicissia”, dove possono cenare fino a 10 persone e nella bella stagione si può pranzare sul piccolo terrazzo. Il protagonista assoluto è il bollito misto, a Carrù si tiene ogni anno la fiera del bue grasso nel mese di dicembre, dove si celebra questo piatto in tutte le sue declinazioni. Il bollito si prepara, secondo tradizione, con almeno 7 tagli di carne diversi e almeno 7 salse, tra cui quella verde, quella rossa, quella all’aglio. Ma si può iniziare con i classici antipasti misti piemontesi, tra cui la carne battuta al coltello e l’insalata russa, tutti squisiti, e assaggiare i ravioli, riso e coj (cavoli) e i tajarin con il sugo. Si possono gustare anche altre specialità come la finanziera e la bagna cauda. Dolci golosi come il bonet e le torte di nocciole e le pere cotte nel vino. Menù degustazione a € 37, nei giorni feriali a € 35.

Trattoria Belvedere Roero

Trattoria affacciata sulle colline del Roero con un panorama impareggiabile in ogni stagione dell’anno. Imperdibili i piatti proposti dalla famiglia Sperone che gestisce il ristorante da più di vent’anni. Lo chef Andrea prepara i piatti della tradizione piemontese con bravura e utilizzando in prevalenza i prodotti dell’orto di famiglia e le carni migliori, come il coniglio di Carmagnola grigio presidio Slow food e la selvaggina. Le paste fresche fatte in casa sono i simboli della cucina piemontese, tajarin e ravioli del plin. Fra gli antipasti spiccano la carne cruda tagliata al coltello, il vitello tonnato, la lingua in salsa verde. Ottimi i dolci della casa come il bonet e la torta di nocciole con lo zabaione. Da giugno ad ottobre si possono gustare i funghi e da novembre in poi i tartufi, dai più pregiati a quelli neri, molto presenti nella zona, con tante ricette tutte deliziose. Grande selezione di formaggi Dop, vanto del territorio piemontese, come il Raschera, il Castelmagno, la Toma di Murazzano e la Robiola di Roccaverano. Da non perdere in autunno il “Putage”, lo stufato di carne e verdure, cotto sulla stufa e servito con la polenta. Interessante carta dei vini, con particolare attenzione a quelli della zona. Garantita l’accoglienza gentile e professionale, ambiente confortevole. Prezzo medio bevande incluse 30 €.

Locanda Fungo Reale

È la meta preferita degli amanti dei funghi. Siamo in valle Stura, a circa 700 m. di altitudine, in una zona ricca di prodotti tipici e dalla cultura montanara. La locanda offre relax e accoglienza familiare, circondati da un giardino molto ampio e con un prato ben curato. Mauro e Manuel in cucina, aiutati dalla nonna, propongono piatti della tradizione fra i quali domina protagonista assoluto il fungo, che cresce abbondante nella zona. La mamma Olga in sala garantisce un’accoglienza cordiale e molto attenta. Ai funghi sono dedicati due menù: uno a € 32 con 5 antipasti, due primi, 1 secondo con contorno di funghi fritti, e tris di dolci, l’altro a € 28 con 4 antipasti, 2 primi (agnolotti e tagliolini), 1 secondo con funghi trifolati, tris di dolci, e caffè. Particolare il “cappuccino” alla crema di funghi come antipasto e la meringa a forma di fungo come dolce. C’è anche un terzo menù a € 33 con 5 antipasti, due primi, due secondi, i formaggi e i dolci, caffè e vino compresi. La cucina propone anche piatti cucinati con prodotti del territorio, dall’agnello sambucano alle trote dello Stura, la cacciagione, i formaggi dei caseifici locali, il miele, le verdure e la frutta coltivate in zona. Ottimi dolci della casa per chiudere in allegria e una discreta cantina con vini del territorio e dal corretto ricarico.

Osteria da Gemma

Questa osteria è un gioiello incastonato in un paesaggio meraviglioso, che incanta in ogni stagione. La cucina di Gemma è tradizionale e ricorda quella delle mamme e delle nonne. Il menù è lo stesso da sempre ed è una garanzia di qualità, perché creato con prodotti a km. 0 e produttori di fiducia. Si inizia coni salame, crudo e cotto, che viene lasciato sul tavolo e a cui bisogna saper resistere se si vuole arrivare ai dolci. Gli antipasti prevedono un’incredibile insalata russa, una deliziosa carne tagliata al coltello, e il classico vitello tonnato. Imperdibili i primi: ravioli del plin e tajarin. Gemma è un’artista, riesce a tirare la sfoglia, con il matterello, fino a 16 metri, ed è riuscita a promuovere il “social plin”, un rito che si ripete ogni giovedì, quando si riuniscono le donne del paese per preparare i ravioli; tutte insieme, ridendo e raccontandosi delle storie, finiscono poi gustare i piatti preparati da Gemma per le sue amiche, sempre con il suo sorriso dolce e lo sguardo allegro. Il menù prosegue con due secondi, il coniglio, il cinghiale con le castagne, o l’arrosto con i contorni dell’orto e si conclude con tre assaggi di dolci, una meringata soffice e croccante, il bonet, sempre delizioso e il classico strudel della casa. Il menù fisso è a 29 euro, vini a parte. Il personale sempre gentile e l’accoglienza familiare.

La Vigna del Maestro

Una cascina immersa nella campagna, una ristrutturazione curata che ha creato un ambiente confortevole nelle sale interne, nella camere situate al piano superiore, e nello spazio esterno con mattoni a vista. Il ristorante è dedicato al Maestro “Castiln”, padre di Fulvio e nonno di Chiara e Fausto, che oltre al suo lavoro di maestro elementare si dedicava con passione alla vigna e alla campagna. La cucina è affidata allo chef Alberto Paglieri, che propone piatti della tradizione, ma con qualche spunto creativo, con i prodotti dei contadini locali, la carne dell’amico allevatore, i formaggi dei pastori delle vicine montagne. In stagione sempre presenti funghi e tartufi. Serate a tema con il bollito, con la polenta, le lumache e a volte con il pesce. Spesso sono proposti momenti musicali, anche se l’intrattenimento è garantito da Fulvio, che suona la chitarra e canta allegre canzoni piemontesi accompagnato da un caro amico. Presente il menù degustazione a 30 euro e la scelta alla carta, tra cui citiamo tra gli antipasti la battuta di Fassone, il tonno di coniglio, l’uovo pochè con fonduta, la millefoglie di patate e funghi. Da non perdere i tajarin al ragù di salsiccia e i risotti di stagione, tra i secondi una squisita guancia di vitello e il brasato al nebbiolo. Ottima anche la degustazione dei formaggi abbinati alle marmellate e miele. Deliziosi anche i dolci, tutti fatti in casa. Buona scelta di vini, soprattutto del territorio.

Trattoria Ca’veja

Se passando in questi luoghi, dove ogni paese merita una visita, volete assaggiare la vera cucina langarola, la trattoria Cà Veja non vi deluderà. La trattoria si trova in una tipica casa di campagna, con la veranda dove d’estate si può mangiare all’ombra. L’interno è rustico ed accogliente, soffitto a volte con mattoni a vista, arredamento in legno, con il camino acceso nei giorni freddi; accoglienza sempre con il sorriso di Cinzia, che vi proporrà i piatti cucinati, con passione, dalla mamma Marisa e dal fratello Massimo. Il menù degustazione a € 27, bevande escluse, prevede 4 antipasti, 2 primi e 2 secondi, con l’assaggio di tre dolci. Antipasti classici piemontesi con salumi locali, battuta al coltello, zampone con lenticchie, i primi sono imperdibili come i tajarin fatti da Marisa con le 30 uova e conditi al burro e fiori, agnolotti del plin, cisrà ovvero minestrone di trippa e ceci. Nei secondi vi delizieranno le carni piemontesi, cucinate nelle ricette tipiche, come il bollito, lo stracotto, la finanziera e il fritto misto. I dolci sono deliziosi e tutti fatti in casa come il bunet e la torta di nocciole, così come il pane cotto nel forno a legna. La cantina attinge alle vicine Langhe e ai suoi migliori produttori. In stagione naturalmente troverete funghi e tartufi. Ottimo il rapporto qualità-prezzo.

Osteria Murivecchi

La famiglia Ascheri a Bra produce i suoi vini dal 1880, e negli ultimi anni ha creato, accanto alla cantina, una struttura moderna con un albergo prestigioso e l’osteria ricavata dalle sale di affinamento del barolo. L’ambiente è rustico, con volte a botte, mattoni a vista e diviso in piccole sale, nell’insieme affascinante, con tavoli massicci di legno e sedie impagliate come le vecchie trattorie di campagna, con il menu del giorno scritto sulla lavagna. In estate si può pranzare sotto un fresco pergolato. Il menù cambia ogni settimana con i classici della cucina piemontese, ma anche preparazioni innovative. Negli antipasti la salsiccia di Bra e gli spumini di ricotta su sfoglia e bastoncino di semi misti, fra i primi gnocchi al Castelmagno, tajarin e ottimi risotti, spesso preparati con salsiccia di Bra e verdure di stagione. Nei secondi da provare, oltre ai brasati e gli arrosti, i bocconcini di cinghiale e la tagliata di vitello. Sempre presenti anche piatti di pesce. Dolci della casa, nuovi come la cocotte di torrone e pistacchi con bricchetto di caffè caldo, e i classici, ma sempre graditi, bunet al cioccolato e amaretti e la tortina di mele calda con la crema inglese, senza però rinunciare alle pere Martini cotte nel vino rosso. Ampia scelta di vini, serviti anche al bicchiere. Conto da € 30 a € 40 euro, esclusi i vini.

Cantina del Rondò

La “Cantina del Rondò” rappresenta il sogno di Emanuela e Francarlo, un sogno che si è concretizzato nel 1999 quando hanno aperto il ristorante. Il desiderio era quello di proporre una cucina del territorio, preparata con prodotti genuini e biologici, seguendo le stagioni, e offrendo il vino fatto da loro, con grande passione. Nipote di Carlo Arpino, uno dei grandi cuochi e pasticcieri di Langa, Emanuela, anche oggi che Francarlo non c’è più, ha deciso di continuare a portare avanti quel sogno, con l’aiuto di Viola, la figlia, e coadiuvata da Gabriella, diventata socia e Franca, sua valida collaboratrice. Le ricette sono quelle tradizionali, come il «vitel tuné alla borghese», l’insalata di carne cruda, la straordinaria finanziera reale con 10 frattaglie nobili di toro, gallo e coniglio; o i tajarin al ragù di salsiccia, i ravioli del plin, il coniglio di cascina al «bagnet» secondo l’antica ricetta dell’Alta Langa. In stagione funghi e tartufi e da non perdere gli aspic di frutta. Il Rondò produce vini importanti come Nebbiolo, Barbera e Barbaresco, che si trovano in mescita. C’è un menù degustazione a €45, alla carta si spende poco di più. L’ambiente è suggestivo. Si mangia nell’antica cantina con le volte a vela e i muri spessi rosati, la sera a lume di candela e in estate nel dehors di fronte alla bellezza delle Langhe.