Osteria da Gemma

L’Osteria da Gemma ha reso celebre questo borgo delle Langhe, a pochi km da Alba, con splendida vista sulle colline. Cuoca da sempre, Gemma ha imparato da mamma e nonna: nel 1986 apre un piccolo circolo con cucina in un garage, che conquista subito clienti; nel 2005 inaugura l’osteria, oggi meta di buongustai, turisti e amanti dei sapori genuini. Le pareti sono tappezzate di foto di attori, musicisti e chef stellati che hanno apprezzato la sua cucina langarola. Forte e gentile, accoglie con sorriso timido e sguardo limpido. Il giovedì si rinnova il rito del “social plin”: le donne del paese preparano insieme i ravioli. Il menù, invariato da anni, resta fedele alla tradizione: abbondanti antipasti serviti in vassoio con salame cotto e crudo, insalata russa, vitello tonnato e carne battuta al coltello. Seguono i tajarin al ragù e i ravioli del plin. Tra i secondi carni locali: arrosto, coniglio, brasato o cinghiale. A chiudere, il tris di dolci della casa con bonet, panna cotta, meringata o strudel. Il menù fisso a 34€ garantisce ottimo rapporto qualità-prezzo. In cantina vini del territorio, molto richiesto il Dolcetto di Roddino. Atmosfera familiare e servizio cordiale rendono la sosta un’esperienza autentica.

Cantina del Rondò

La “Cantina del Rondò” è il sogno di Emanuela e Francarlo, che si è concretizzato nel 1999 quando hanno aperto il ristorante proponendo una cucina del territorio, preparata con prodotti genuini e biologici, seguendo le stagioni, e offrendo il vino fatto da loro, con grande passione. Nipote di Carlo Arpino, uno dei grandi cuochi e pasticcieri di Langa, Emanuela, anche oggi che Francarlo non c’è più, ha deciso di continuare a portare avanti quel sogno, con l’aiuto di Viola, la figlia, e coadiuvata da Gabriella, diventata socia e Franca, sua valida collaboratrice. Le ricette sono quelle tradizionali, come il «vitel tuné alla borghese», l’insalata di carne cruda, la straordinaria finanziera reale con 10 frattaglie nobili di toro, gallo e coniglio; o i tajarin al ragù di salsiccia, i ravioli del plin, il coniglio di cascina al «bagnet» secondo l’antica ricetta dell’Alta Langa. In stagione funghi e tartufi e da non perdere gli aspic di frutta. Il Rondò produce vini importanti come nebbiolo, barbera e barbaresco, che si trovano in mescita. C’è un menù degustazione a € 48, alla carta si spende poco di più. L’ambiente è suggestivo, si mangia nell’antica cantina con le volte a vela e i muri spessi rosati, la sera a lume di candela e in estate nel dehors di fronte alla bellezza delle Langhe.

Osteria la Salita

Nel centro storico questa osteria offre una sala intima e accogliente, con possibilità di cenare all’aperto nel cortile verde o sulla terrazza panoramica. Lo chef Marco Saffirio propone una cucina semplice ma creativa, basata su prodotti locali di qualità scelti direttamente dai produttori. Pane, grissini e paste fresche sono fatti in casa. A pranzo menù degustazione a 30 € con antipasto, primo o secondo e dolce; la sera e nei weekend un percorso da 42 € con tris di antipasti, primo, secondo o formaggi e dessert, abbinabile a 2, 3 o 4 calici di vino (53, 60 o 65 €). Alla carta non mancano i classici piemontesi: vitello tonnato, carne cruda al coltello, uovo pochè con fonduta di Murazzano e funghi, giardiniera (14-17 €). Nei primi spiccano ravioli del plin al sugo d’arrosto, tagliolini al ragù di salsiccia di Bra e gnocchi al radicchio e blu del Moncenisio (15-16 €). Tra i secondi, coniglio nostrano all’Arneis e guancia di vitello brasata con polenta croccante (17-19 €). Buona la selezione di formaggi. Dolci casalinghi come pera Madernassa con zabaione e biscotti di meliga o panna cotta con crema di finocchi e mele (8 €). Ricca enoteca interna con ampia scelta di etichette.

Al Bistrot dei Vinai

Vicino a Piazza Galimberti, il locale si presenta moderno e giovanile, con arredi in legno chiaro, bottiglie a vista e cucina aperta, dove lo chef Paolo Vinai e il suo staff lavorano con ritmo vivace La proposta a pranzo varia ogni giorno con un primo, o un secondo, o un’insalata oppure una pizza con un prezzo che va dai 9 ai 13 euro, compresa una bevanda e senza coperto. Sulla carta la scelta è molto ampia: dagli antipasti di mare e di terra, dai gustosi primi di pasta fatta a mano, come i ravioli di branzino o le tagliatelle tagliate a mano, con sughi di pesce o ragù di carne. Nei secondi si può scegliere tra la carne della brasserie e le tagliate di tonno o di pesce spada. I dolci sono molto curati e meritano sicuramente un assaggio. Un pasto medio alla carta costa sui 30 euro. La sera l’atmosfera è più rilassata, e spesso ci sono serate a tema, in particolare il giovedì. Adatto per tutte le ore del giorno, è aperto con orario continuato dalle 12.00 alle 24.00. Carta dei vini ampia e con etichette di prestigio. Le nuove sale moderne ed eleganti offrono un ambiente più intimo, ideale per cene tra amici o in coppia. Novità anche alcune camere con cucina, pensate per i turisti che vogliono prolungare il soggiorno a Cuneo e scoprire meglio la città e i dintorni.

Aggiornato febbraio 2026

Enoclub Umberto

Nella centrale Piazza Savona, è un bistrot moderno e luminoso con proposte cosmopolite: Ampia sala e una scenografica cantina, con volte a botte e mattoni a vista, propone un’esperienza  culinaria unica. Piatti preparati con cura dallo chef Marco Serra, legati alla tradizione, ma con spunti creativi. Forte di un’esperienza ventennale il ristorante propone piatti classici del
territorio seguendo la stagionalità dei prodotti con filiera molto corta e tracciabilità dei prodotti. Menù degustazione a € 55, esclusi i vini, con un antipasto, un primo, un secondo e il dolce e un piccolo menù a 45 euro, senza il secondo. Alla carta tra gli antipasti il carpaccio di Fassona con bagna cauda e tartufo nero, i cardi gobbi di Nizza Monferrato con la fonduta e il vitello tonnato (dai 18 ai 24 euro). Nei primi i tajarin con 30 rossi con ragù di salsiccia di Bra, o l’agnolotto del plin con sugo di arrosto (dai 18 ai 20 e uro). Tra i secondi il reale di vitello Fassone brasato al Barolo (22 euro), e il coniglio grigio di Carmagnola con carciofi e crema di patate (22 euro), sempre presente un piatto a base di pesce. In stagione piatti classici serviti con il tartufo bianco. Ampia scelta di dolci tradizionali. Cantina eccellente con etichette di grandi vini piemontesi e internazionali.

Ristorante 4 Ciance

Nel centro storico della città, questo locale è gestito da tre soci: Gloria in sala e gli chef Gianmaria e Gaetano ai fornelli. La grande sala con soffitto a volta e mattoni a vista crea un’atmosfera  semplice ma d’effetto; nella bella stagione si può pranzare all’aperto. Il servizio, curato e cordiale, è seguito da Gloria. La cucina interpreta le stagioni con eccellenze del territorio e un tocco creativo. Due i menù degustazione a 45 €: “Il 4 ciance”, con amuse bouche, carne cruda “Macelleria Spada” con Parmigiano 45 mesi e nocciole, agnolotti ai tre arrosti con fondo bruno, entrecote di Fassona “Terra Viva” e, a scelta, formaggi o tiramisù; “Vegetariano”, che propone uovo pochè con crema di patate, cardi e fonduta di Valcasotto, riso Acquerello con porri, Verzin e chips di
topinambour, frittura di funghi cardoncelli e finale con yogurt, meringa e frutti rossi o formaggi. Alla carta anche piatti di mare come ricciola marinata con crema bagna cauda e scarola o polpo scottato con ’Nduja, crema di patate e vongole (20 €). Dolci intriganti, dalle tartellette con caramello, marron glacé e gelato alla nocciola (10 €) ai sorbetti fatti in casa (7 €). Cantina ampia, con vini da tutta Italia, attenzione ai piemontesi e ottime bollicine.

Osteria senza fretta

Nel cuore del centro storico di Cuneo, questa osteria unisce semplicità ed eleganza, con un’accoglienza calorosa di Marco Bertorello e la cucina genuina di Daniela Marchisio, attenta a stagionalità e prodotti biologici del territorio. Il menù alla carta propone antipasti creativi come la polentina di mais di Langa e castagne con fonduta di toma Famù e cavolo nero (17 €) o l’uovo bio morbido con crema di patate di montagna, chips di patate viola e Parmigiano 30 mesi (16 €). Tra i primi spiccano gnocchi di pane al ragù di fassone e salsiccia (16,50 €), ravioli del plin ripieni serviti in brodo (16,50 €) e la zuppa rustica di cipolle (14,50 €). Nei secondi lo stracotto di fassone al vino rosso con pere ed erbe (17 €), la tagliata de La Granda (21 €) e le polpettine vegetariane di miglio e verdure (15,50 €). Sempre presenti opzioni vegetariane e vegane, oltre al carrello dei formaggi (3 € al pezzo). Dolci fatti in casa come la torta di nocciole Piemonte IGP con gelato allo zabaione al Moscato (9 €) e la panna cotta alla vaniglia con crumble ai datteri e ganache al cioccolato (9 €). Buona carta dei vini, con etichette piemontesi in evidenza. Ottimo rapporto qualità-prezzo. Sei camere moderne e confortevoli consentono di prolungare il soggiorno.

Aggiornato febbraio 2026

Ristorante i 5 Sensi

Gestione familiare e cucina creativa caratterizzano questo locale: Patrizia accoglie con calore i clienti, affiancata dalla figlia Grace, giovane promessa della sala. In cucina operano Stefano e Diego, mentre Andrea cura la cantina con competenza. Tre i menù degustazione: “Estratto” con 5 portate (66 €) e “Immersivo” con 7 portate (88 €), entrambi con due piatti “a sorpresa”, e “Origini” (4 portate, 45 €) che rilegge la tradizione con creatività, dal vitello tonnato agli gnocchi al Castelmagno, fino alla coppa di maiale caramellato con ostriche e porro e al tortino al cioccolato con cuore di lampone e gelato al Moscato. Alla carta, tra gli antipasti: capunet di riso e cozze con miso e seppia, carciofo con menta, tuorlo e tofu, uovo croccante con cotechino, sedano rapa e tartufo nero (16-
19 €). Nei primi spiccano i ravioloni del plin di verdure al ragù forte e aneto (22 €) e il riso tipo paella con lumache e chorizo (28 €). Tra i secondi, il rombo con capasanta, mazzancolle e salsa Moqueca (42 €) e i saltimbocca di filetto di Fassona con nocciole e rapa (38 €). Dolci da non perdere: gelato al tiramisù con riduzione al Barolo Chinato (9 €) e piccola pasticceria con il caffè (3 €). Ampia carta dei vini, con etichette piemontesi, francesi e una ricca selezione di bollicine.

Locanda Zi’ Pepe’

Inaugurata nel 2024, si è affermata subito come un indirizzo di rilievo nel panorama cuneese, grazie anche alle deliziose e originali tartare di crudo. Gestita dallo chef Giuseppe Colletti, celebre per la sua esperienza trascorsa in rinomati ristoranti londinesi e soprannominato “chef delle star” perché tra i suoi clienti: Tom Hanks, Naomi Campbell, José Mourinho, Barack Obama. Lo chef ha scelto San Chiaffredo, dove ha vissuto per oltre 20 anni la moglie, Antonella, per offrire un ambiente accogliente, dove lo stile dello chef e la qualità del servizio della moglie rendono l’atmosfera autenticamente conviviale. La cucina unisce la tradizione ligure con la creatività piemontese, proponendo piatti a base di pesce, ma non solo. I migliori prodotti piemontesi con eccellenze liguri come olio extravergine, olive taggiasche, pesto di Pra’, oltre ai vini Pigato e Vermentino di Ortovero. I menù stagionali presentano piatti vivaci e colorati, spesso a base di pesce accompagnati da germogli, fiori e frutta di stagione, da citare la cruda con germogli di nasturzio, barbabietola e piselli. Ottimo rapporto qualità-prezzo alla carta si spendono 30/40 euro. Aperto inizialmente solo a cena, ora propone anche un interessante menù degustazione a 29 € a pranzo la domenica.

Trattoria Salvetti

Dal 1920 la famiglia Salvetti gestisce questa storica trattoria e Clelia rappresenta la terza generazione proponendo una cucina autentica, rispettosa della tradizione e di grande qualità. All’interno in evidenza il carrello dei formaggi di Beppino Occelli vinto da Clelia nel 2023 per aver valorizzato nel suo menù i deliziosi prodotti del noto caseificio di Langa. Nelle due salette ben arredate con mobili in legno, confortevoli e nello stesso tempo eleganti, l’accoglienza è sempre gentile e cortese. Il menù degustazione (33 euro escluse le bevande) prevede un aperitivo con i gonfiotti di tuma di Paroldo e salumi nostrani, una scelta fra antipasti come il vitello tonnato all’antica maniera, la classica insalata russa, lo sformatino di verdure di stagione e infine una vera chicca, il merluzzo mantecato con patate, crema di ceci e piccola crepe di castagne. Fra i primi: i ravioli del plin e gustosi tajarin al burro d’alpeggio e nocciole. Fra i secondi diversi piatti di carni di allevatori del territorio con le verdure. In alternativa c’è sempre il carrello con gli straordinari formaggi. Dolci della tradizione, fra cui lo zabaione freddo agli amaretti. È possibile anche la degustazione dei soli primi (8 euro) o solo i secondi o i formaggi (sempre a 8 euro). Dal lunedì al venerdì è possibile pranzare con 12 euro, escluse le bevande e il dolce. Ampia carta dei vini soprattutto di cantine del territorio.