Al Bistrot dei Vinai

Vicino a Piazza Galimberti, il locale si presenta moderno e giovanile, con arredi in legno chiaro, bottiglie a vista e cucina aperta, dove lo chef Paolo Vinai e il suo staff lavorano con ritmo vivace La proposta a pranzo varia ogni giorno con un primo, o un secondo, o un’insalata oppure una pizza con un prezzo che va dai 9 ai 13 euro, compresa una bevanda e senza coperto. Sulla carta la scelta è molto ampia: dagli antipasti di mare e di terra, dai gustosi primi di pasta fatta a mano, come i ravioli di branzino o le tagliatelle tagliate a mano, con sughi di pesce o ragù di carne. Nei secondi si può scegliere tra la carne della brasserie e le tagliate di tonno o di pesce spada. I dolci sono molto curati e meritano sicuramente un assaggio. Un pasto medio alla carta costa sui 30 euro. La sera l’atmosfera è più rilassata, e spesso ci sono serate a tema, in particolare il giovedì. Adatto per tutte le ore del giorno, è aperto con orario continuato dalle 12.00 alle 24.00. Carta dei vini ampia e con etichette di prestigio. Le nuove sale moderne ed eleganti offrono un ambiente più intimo, ideale per cene tra amici o in coppia. Novità anche alcune camere con cucina, pensate per i turisti che vogliono prolungare il soggiorno a Cuneo e scoprire meglio la città e i dintorni.

Aggiornato febbraio 2026

Ristorante 4 Ciance

Nel centro storico della città, questo locale è gestito da tre soci: Gloria in sala e gli chef Gianmaria e Gaetano ai fornelli. La grande sala con soffitto a volta e mattoni a vista crea un’atmosfera  semplice ma d’effetto; nella bella stagione si può pranzare all’aperto. Il servizio, curato e cordiale, è seguito da Gloria. La cucina interpreta le stagioni con eccellenze del territorio e un tocco creativo. Due i menù degustazione a 45 €: “Il 4 ciance”, con amuse bouche, carne cruda “Macelleria Spada” con Parmigiano 45 mesi e nocciole, agnolotti ai tre arrosti con fondo bruno, entrecote di Fassona “Terra Viva” e, a scelta, formaggi o tiramisù; “Vegetariano”, che propone uovo pochè con crema di patate, cardi e fonduta di Valcasotto, riso Acquerello con porri, Verzin e chips di
topinambour, frittura di funghi cardoncelli e finale con yogurt, meringa e frutti rossi o formaggi. Alla carta anche piatti di mare come ricciola marinata con crema bagna cauda e scarola o polpo scottato con ’Nduja, crema di patate e vongole (20 €). Dolci intriganti, dalle tartellette con caramello, marron glacé e gelato alla nocciola (10 €) ai sorbetti fatti in casa (7 €). Cantina ampia, con vini da tutta Italia, attenzione ai piemontesi e ottime bollicine.

Osteria senza fretta

Nel cuore del centro storico di Cuneo, questa osteria unisce semplicità ed eleganza, con un’accoglienza calorosa di Marco Bertorello e la cucina genuina di Daniela Marchisio, attenta a stagionalità e prodotti biologici del territorio. Il menù alla carta propone antipasti creativi come la polentina di mais di Langa e castagne con fonduta di toma Famù e cavolo nero (17 €) o l’uovo bio morbido con crema di patate di montagna, chips di patate viola e Parmigiano 30 mesi (16 €). Tra i primi spiccano gnocchi di pane al ragù di fassone e salsiccia (16,50 €), ravioli del plin ripieni serviti in brodo (16,50 €) e la zuppa rustica di cipolle (14,50 €). Nei secondi lo stracotto di fassone al vino rosso con pere ed erbe (17 €), la tagliata de La Granda (21 €) e le polpettine vegetariane di miglio e verdure (15,50 €). Sempre presenti opzioni vegetariane e vegane, oltre al carrello dei formaggi (3 € al pezzo). Dolci fatti in casa come la torta di nocciole Piemonte IGP con gelato allo zabaione al Moscato (9 €) e la panna cotta alla vaniglia con crumble ai datteri e ganache al cioccolato (9 €). Buona carta dei vini, con etichette piemontesi in evidenza. Ottimo rapporto qualità-prezzo. Sei camere moderne e confortevoli consentono di prolungare il soggiorno.

Aggiornato febbraio 2026

Ristorante i 5 Sensi

Gestione familiare e cucina creativa caratterizzano questo locale: Patrizia accoglie con calore i clienti, affiancata dalla figlia Grace, giovane promessa della sala. In cucina operano Stefano e Diego, mentre Andrea cura la cantina con competenza. Tre i menù degustazione: “Estratto” con 5 portate (66 €) e “Immersivo” con 7 portate (88 €), entrambi con due piatti “a sorpresa”, e “Origini” (4 portate, 45 €) che rilegge la tradizione con creatività, dal vitello tonnato agli gnocchi al Castelmagno, fino alla coppa di maiale caramellato con ostriche e porro e al tortino al cioccolato con cuore di lampone e gelato al Moscato. Alla carta, tra gli antipasti: capunet di riso e cozze con miso e seppia, carciofo con menta, tuorlo e tofu, uovo croccante con cotechino, sedano rapa e tartufo nero (16-
19 €). Nei primi spiccano i ravioloni del plin di verdure al ragù forte e aneto (22 €) e il riso tipo paella con lumache e chorizo (28 €). Tra i secondi, il rombo con capasanta, mazzancolle e salsa Moqueca (42 €) e i saltimbocca di filetto di Fassona con nocciole e rapa (38 €). Dolci da non perdere: gelato al tiramisù con riduzione al Barolo Chinato (9 €) e piccola pasticceria con il caffè (3 €). Ampia carta dei vini, con etichette piemontesi, francesi e una ricca selezione di bollicine.

Trattoria l'Oca Fòla

Nel quartiere Cit Turin, tra ville Liberty e il grattacielo di Renzo Piano vicino a Porta Susa, sorge L’Oca Fòla, trattoria che richiama le antiche “piole” proponendo cucina piemontese contadina con tocchi innovativi. I titolari, Massimo Miglietta e Paola Barberis, offrono antipasti come la battuta di fassone con marmellata di cedro e bergamotto, pistacchi, seirass e riduzione di aceto balsamico, la crostatina salata con cavolo rapa e toma DOP su pesto alle mandorle, e il carpaccio di tonno agli agrumi con insalata di carciofi e melograno (14 €). Tra i primi, spiccano gli agnolotti del plin con funghi Shiitake in brodo di porcini e i tagliolini al ragù bianco di capocollo con nido di porri croccanti (14 €). Nei secondi, la trippa al vino bianco con cavolo rosso, pomodori confit al peperoncino
(22 €) e la finanziera piemontese (24 €). Dolci tradizionali e creativi (6 €). La cantina, ricca di vini piemontesi, è esposta nelle nicchie in legno. Menù settimanale completo fino a 40 €, la domenica fisso a 33 € con 2 antipasti, 2 primi, un secondo e un dolce. Ambiente caldo con mattoni a vista e arredi in legno. Massimo, sommelier, cura gli abbinamenti, mentre Paola, cuoca langarola,  trasmette la sua passione: “il cibo deve essere un momento di gioia”.

Tre Galline

Dietro Porta Palazzo, un locale che con i suoi 500 anni di vita ha fatto la storia della ristorazione cittadina, con i suoi piatti in cui la tradizione viene rivisitata attraverso tecniche contemporanee continuano ad attrarre tanto i torinesi quanto i turisti. Alla carta tra gli antipasti i grandi classici come il vitello tonnato con la salsa senza maionese, la lingua brasata con la salsa rubra e la carne cruda di Fassona con l’insalata di cetrioli, yogurt e le ciliegie di Pecetto (dai 16 ai 17 euro). In stagione la bagna cauda, tutto l’anno il baccalà confit. Tra i primi citiamo i tradizionali agnolotti ai tre arrosti e i tagliolini alle zucchine, zafferano e salsiccia di Bra, e un risotto Acquarello alla crema di piselli, rombo e cipolla in agro (dai 17 ai 18 euro). Tra i secondi la finanziera della casa (25 euro), lo stinco di vitello al nebbiolo (18 euro) e il classico carrello dei bolliti, con sette tagli di carne e sette salse in abbinamento. Oltre al ricco carrello di formaggi, al dessert il classico bonet della casa e il semifreddo alla pesca, granella di amaretto e cioccolato fondente (dai 7 ai 8 euro). La carta dei vini esplora il meglio della produzione piemontese e una selezione di etichette nazionali e internazionali. Menù degustazione a 60 euro.

Ristorante Madama Piola

Alle spalle del mercato di P.za Madama Cristina. Maxi foto di agnolotti alle pareti, luci diffuse con abat-jour su tavolini alla francese ed una cucina a vista. Il menù attinge alla tradizione della  Piola”, l’antica osteria. Aspettando gli antipasti si può assaggiare la tartare di trota, panna al cipollotto, nocciola (12€) o il paté della Piola (12€) o l’insalata russa veg 14€). Si prosegue con la cipolla al forno ripiena di salsiccia, il flan di verdura stagionale e il tonno di coniglio (tutti a 14€). La tradizione è anche fra i primi, con le paste fatte in casa, agnolotti e gnocchi conditi al ragù, al sugo  d’arrosto, al pomodoro, al burro e salvia o in brodo ed anche un corroborante minestrone con la trippa (dai 14€ ai 14€)) Tra i secondi il bollito misto con le varie salse e in caldo dentro una  zuppiera, oltre alla trippa al rosso, il cervo con i funghi e il baccalà stufato (dai 16€ ai 18€). I dessert sono quelli tradizionali: Tiramisù in tazza, pera cotta con cioccolato e zabaglione (tutti a 7€). Ampia lista dei vini che parte dal vino della casa a mescita per arrivare a un’ampia gamma di etichette quasi interamente Piemontese e con piacevoli scoperte. Il prezzo del menù degustazione è di 45 €, scegliendo alla carta il conto non supera i 50 € bevande escluse.

Osteria 12 Arcate

Osteria 12 Arcate

All’interno di una cascina riqualificata, con spazi accoglienti ideali per famiglie, amici, eventi e cerimonie. Una “cucina conviviale” basata su sostenibilità e stagionalità con piatti tradizionali  semplici, ma sempre autentici con ottimo rapporto qualità-prezzo. A pranzo, dal martedì al venerdì, un menù smart con 1 piatto a 12 €, due a 16 € e dolce incluso a 20 €, con coperto, acqua e pane compresi. I primi sono generosi, secondi leggeri con contorni di stagione e dolci fatti in casa. La sera e il sabato l’offerta si amplia: antipasto misto piemontese con acciughe al bagnetto, vitello tonnato, trote in carpione, giardiniera e tomino al miele (15 €). Tra i primi, gnocchi di mais al Castelmagno (14 €), cannelloni di ricotta al profumo di mare o tajarin di castagne al ragù di lepre (16 €), oltre ai ravioli ai tre arrosti (15 €). Nei secondi, medaglione di cervo con salsa al melograno, funghi porcini e patate (18 €) o guancia di maialino al vino rosso con polenta e cicoria (15
€). Sempre presenti proposte vegetariane. Dolci dalla panna cotta ai marroni con zabaione al tortino di cioccolato e nocciole (6 €). Domenica menù fisso a 35 € (15 € per i bambini), con 3 antipasti piemontesi, 2 primi, brasato di manzo e fondente al cioccolato. Cantina con vini piemontesi selezionati a prezzi accessibili.

La Taverna di Fra Fiusch

Nell’incantevole borgo di Revigliasco a pochi chilometri da Torino, tra le mura di una cascina di fine ‘800, intima ed accogliente, troviamo Fra’ Fiusch, dove lo chef Ugo Fontanone ha fatto da  maestro a una piccola nidiata di chef, che oggi lavorano in ristoranti più o meno blasonati. In collina è sempre piacevole ritrovare i classici della tradizione piemontese cui talora si affiancano piatti che spingono sul versante dell’innovazione. Si può infatti assaggiare tanto il vitello tonnato all’antica maniera quanto le pesche e i porcini e la lingua salmistrata ai peperoni in salsa verde. Non
mancano i tajarin con il ragù langarolo di fegatini di pollo e salsiccia e gli agnolotti del plin di carne al burro d’alpeggio ma anche quelli ripieni di carne d’asino e il risotto alla toma di Murazzano, pere e caffè. Tra i secondi la finanziera e la costoletta d’agnello ai lamponi ma anche gamberoni scottati su crema di nocciole. Al dessert tra gli altri fagottini di mele e Cognà e gelato al blu di capra con sorbetto alle pere. Ampia la carta dei vini offre le eccellenze piemontesi e una ricca selezione di vini italiani con qualche chicca francese. Interessante la selezione di formaggi. Prezzi dai 35 ai 48 euro.

Osteria Rabezzana

L’Enoteca Rabezzana, in centro a Torino vicino a piazza Solferino, nasce nel 1911 quando il bisnonno dell’attuale proprietario, dalla provincia di Asti, apre un emporio per i propri vini. Dopo vari spostamenti e generazioni, dal 2016 l’osteria ed enoteca si trova in via San Francesco d’Assisi, accanto al Pastificio Giustetti, gestito dagli zii di Franco, l’attuale titolare. Il locale si sviluppa in un’ampia sala nel seminterrato, che ricorda le cave francesi, dove si gustano specialità del Monferrato arricchite da contaminazioni siciliane, legate alle origini dello chef Giuseppe Zizzo. In menu, antipasti come carne battuta al coltello, vitello tonnato alla vecchia maniera o la tartare di gambero rosa e viola con pan brioche agli agrumi (13-18 €). Nei primi, pasta fresca del Pastificio Giustetti, dagli agnolotti vecchio Piemonte alle casarecce alla Norma o tagliolini alle cime di rapa (13-14,50 €). Tra i secondi, costolette d’agnello allo scottadito e filetto di rombo al forno (24-26 €). Nei dolci, bonet e cremino alle nocciole accanto a zeppole e strudel (7 €). La carta dei vini vanta oltre 900 etichette. Da segnalare il “Buta Stupa”, l’usanza di ritappare la bottiglia non terminata per portarla a casa. Spesa media: 35-45 €.