Dove mangiare in Valle d’Aosta: Itinerario Gourmet in 6 Tappe

La Valle d’Aosta non è soltanto una destinazione per sciatori e alpinisti. È un territorio in cui il paesaggio diventa ingrediente e la cucina si fa racconto.

Dai pascoli d’alta quota del Cervino alle praterie di Cogne, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, fino alla media valle punteggiata di vigneti e castelli, il viaggio si costruisce anche e soprattutto a tavola.

Fontina DOP, carni di Pezzata Rossa valdostana, polenta di montagna ed erbe alpine sono le basi di una cucina schietta, modellata dal clima e dalla storia. A completare il quadro, una viticoltura “eroica”, capace di dare vini identitari in un contesto estremo. In questo itinerario proponiamo sei indirizzi selezionati dalla Guida dei Ristoranti della Tavolozza, luoghi che garantiscono cucina di territorio, qualità della materia prima e un’accoglienza attenta. Sei tappe per capire dove mangiare l’anima autentica della Valle d’Aosta.

Cervinia: L’eccellenza ai piedi del Cervino il Ristorante Saint Hubertus

A Cervinia, il Saint Hubertus interpreta il lusso alpino con una cucina d’autore che rilegge la tradizione con tecnica e leggerezza. Le imponenti volte in pietra e la vista sulle montagne incorniciano piatti di carni locali e paste fresche.

Perché sceglierlo: Ideale per chi cerca alta quota e una cantina di vini monumentale.

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2. Cogne: Tradizione nel Parco del Gran Paradiso

Ristorante Sant’Orso

Affacciato sull’ampia prateria di Cogne, questo ristorante è il punto di riferimento per la cucina identitaria. Protagonisti sono la selvaggina, la trota di acqua dolce e la Pezzata Rossa valdostana.

Da non perdere: Il dehors estivo con vista diretta sul massiccio del Gran Paradiso.

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3. Pila: Il calore del rifugio “sci ai piedi”

Ristorante Yeti

A pochi passi dalla telecabina di Pila, lo Yeti è il rifugio della memoria. Qui potrete gustare la polenta concia, le crespelle valdostane e la storica Seupa alla Valpellinentze.

L’icona: L’atmosfera riscaldata dalla grande stufa centrale in pietra e legno.

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4. Gressan: Panorama e creatività

Ristorante Les Fleurs

Sulla strada che sale verso Pila, Les Fleurssorprende per la vista panoramica sulla città di Aosta. La cucina è un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione, con menu stagionali curati e accessibili.

Curiosità: La sensazione unica di cenare sospesi sopra la vallata.

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5. Nus: L’anima agricola e i prodotti a KM 0

Agriturismo Maison Rosset

Maison Rossetracconta la Valle d’Aosta rurale. I piatti nascono direttamente dall’azienda agricola di famiglia: salumi artigianali, formaggi erborinati e polenta cotta nel camino.

La specialità: La celebre carne salata aromatizzata al ginepro.

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6. Sarre: Storia e grandi vini verso il Monte Bianco

Trattoria di Campagna 

Sulla direttrice per il Monte Bianco, questa trattoria storicaè una tappa obbligatoria per i gourmet. Con oltre 550 etichette in cantina, è la meta preferita degli enoturisti.

Must eat: Gli iconici Gnocchi di Campagna 1976 con Bleu d’Aoste.

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Ricette Tipiche della Valle d’Aosta

Se volete portare i sapori alpini a casa vostra, ecco come preparare i due pilastri della gastronomia locale.

Seupa alla Valpellinentze (Zuppa di Valpelline)

  1. Sbollentate foglie di verza nel brodo di carne.
  2. In una teglia, alternate strati di pane bianco raffermo, verza e Fontina DOP.
  3. Irrorate con brodo caldo, aggiungete burro fuso e un pizzico di cannella.
  4. Infornate a 200°C fino a ottenere una crosticina dorata.

Carbonada Valdostana con Polenta

  1. Rosolate bocconcini di manzo infarinati con burro e cipolla.
  2. Coprite interamente con vino rosso corposo (Torrette o Petit Rouge) e aggiungete bacche di ginepro, chiodi di garofano e alloro.
  3. Cuocete a fuoco lentissimo per 3 ore. Servite con polenta calda.

 I Vini della Valle d’Aosta: Viticoltura Eroica

La viticoltura valdostana è una sfida estrema. I vigneti si arrampicano oltre i 700 metri, regalando vini di grande personalità:

  • Rossi: Petit Rouge, Fumin, Cornalin e Torrette, perfetti per carni e piatti strutturati.
  • Bianchi: Petite Arvine, Prié Blanc e Chardonnay di montagna, ideali per freschezza e mineralità.

Pesto in fiore: il classico ligure si reinventa

Il pesto è una cosa seria. A maggior ragione ad Albenga, dove il basilico non è solo un ingrediente ma una dichiarazione di identità. Federico Scardina, chef dell’Hostaria del Viale, parte proprio da qui per spingersi un passo oltre e dare vita a un pesto che sorprende senza tradire la memoria. Nasce così il pesto classico ai fiori eduli, una ricetta che unisce il gesto antico del mortaio a una sensibilità contemporanea, fatta di colori, profumi e sfumature aromatiche. Begonia, violetta, calendula e nasturzio entrano in punta di piedi, senza sovrastare, ma arricchendo il racconto del piatto.

Il risultato è un pesto vivo, elegante, che cambia al palato: prima il basilico con la sua freschezza erbacea, poi la sapidità dei formaggi, quindi l’acidità brillante della begonia, la dolcezza discreta della violetta e il guizzo leggermente piccante del nasturzio. Un equilibrio dinamico, mai statico. Questa ricetta è stata selezionata e inserita nell’Agenda dei Fiori Eduli 2026, curata dall’Associazione Ristoranti della Tavolozza, come esempio di cucina consapevole e creativa, capace di trasformare i fiori in veri ingredienti gastronomici.

Un pesto che non cerca l’effetto speciale, ma un’emozione autentica. Da assaggiare, prima ancora che da guardare.

Ingredienti (per 4 persone)
50 g di foglie di basilico fresco
30 g di parmigiano reggiano grattugiato
15 g di pecorino sardo grattugiato
1 spicchio piccolo di aglio di Vessalico
40 g di pinoli
80 ml di olio extravergine di oliva delicato
4–5 fiori di begonia e calendula (petali)
6–8 violette fresche (petali)
10 foglie e 10 fiori di nasturzio
Sale fino q.b.

Procedimento
Nel mortaio, oppure nel bicchiere di un frullatore a immersione, pesta l’aglio con un pizzico di sale fino a ottenere una crema. Aggiungi i pinoli ridotti in pasta e poi il basilico poco alla volta, lavorandolo con movimenti circolari per preservarne colore e profumo. Unisci parmigiano e pecorino, mescola, quindi versa l’olio a filo continuando a lavorare delicatamente. Solo alla fine incorpora i petali di begonia, violetta e nasturzio, lasciandone alcuni interi per la decorazione. Mescola con cura, evitando di schiacciare completamente i fiori.

Asti: un itinerario tra borghi UNESCO, grandi vini e tavole identitarie selezionate dai Ristoranti della Tavolozza

La provincia di Asti è un territorio che non ama la fretta. Le colline patrimonio UNESCO, i filari ordinati di Barbera e Moscato, i borghi di pietra e le strade secondarie invitano a un’esplorazione lenta, fatta di soste ragionate e incontri autentici. Qui la cucina non è mai spettacolo, ma racconto quotidiano: vitello tonnato, agnolotti del plin, nocciole, tartufo e bagna cauda sono piatti identitari, legati alla stagionalità e al lavoro agricolo. Questo itinerario raccoglie una selezione di ristoranti della Guida dei Ristoranti della Tavolozza, indirizzi che garantiscono cucina di territorio, qualità della materia prima e un’accoglienza sincera. Un percorso pensato per capire davvero dove mangiare e cosa vedere in provincia di Asti, partendo dalla tavola.

Il viaggio comincia nel cuore della città, ad Asti, dove storia romana e Medioevo convivono tra torri, palazzi e piazze eleganti. Dopo una passeggiata in centro, tra la Cattedrale di Santa Maria Assunta e Palazzo Alfieri, la sosta naturale è Le Teste di Rapa. Qui la cucina piemontese prende una forma attuale, guidata da uno staff tutto al femminile che lavora sulla stagionalità con intelligenza e misura. Accanto ai grandi classici compaiono piatti più contemporanei, come il “sushi piemontese” di Fassona, che gioca con la tradizione senza tradirla. Una tavola urbana, curiosa, perfetta per iniziare il racconto del territorio. 

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Lasciata Asti, le colline iniziano a farsi protagoniste. La strada sale verso Calosso, borgo circondato da vigneti e noto per il raro Gamba di Pernice. Qui l’Antica Locanda Il Duca Biancorappresenta una delle espressioni più solide della tradizione piemontese. La cucina dello chef Vito Nolè lavora su piatti iconici – vitello tonnato, lingua in salsa verde, agnolotti del plin, brasato al Barolo – con una precisione che nasce dalla qualità della materia prima. La cantina è un’estensione naturale del paesaggio: Barbera, Moscato e I vini delle colline circostanti raccontano Calosso quanto i piatti.

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Il percorso prosegue tra le colline UNESCO fino a Castagnole delle Lanze, borgo panoramico sospeso tra Langhe e Monferrato. Qui la Locanda Romaè una vera istituzione di famiglia. Da generazioni, la famiglia Salis porta in tavola la cucina piemontese più autentica: antipasti misti, tajarin, agnolotti del plin e uno dei migliori fritti misti della zona. Le carni provengono da allevamenti locali, i dolci sono rigorosamente fatti in casa. È una cucina che non cerca scorciatoie, ma racconta il territorio con coerenza e orgoglio.

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L’ultima tappa conduce nel Monferrato più intimo, a Grazzano Badoglio, dominato dall’Abbazia e da una piazza che conserva il ritmo dei paesi di una volta. Qui Ristorante Il Bagatto custodisce da oltre quarant’anni la cucina piemontese più genuina. Vitello tonnato, battuta di Fassona, agnolotti del plin, bolliti e arrosti trovano spazio in un ambiente rustico, con muri a vista e camino. In stagione, il tartufo completa una proposta già fortemente territoriale, mentre la carta dei vini permette di portare a casa, se non finita, una bottiglia scelta con cura.

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Questo itinerario tra Asti e le sue colline dimostra come la provincia sappia raccontarsi senza eccessi, attraverso una cucina coerente con il paesaggio e con la propria storia. Un viaggio in cui mangiare bene non è un fine, ma il mezzo più autentico per capire un territorio.

Chivasso è un punto d’accesso naturale al Canavese, una soglia geografica, ma prima ancora culturale. Città di fiume e di scambi, segna il passaggio dalle colline torinesi affacciate sul Po alla pianura attraversata dalla Dora Baltea.

È da qui che prende forma un itinerario di viaggio e di gusto capace di tenere insieme paesaggio, storia e cucina, seguendo un ritmo lento, coerente con l’identità del territorio.

Il percorso inizia a Castagneto Po, borgo collinare sospeso tra vigneti, boschi e ampie vedute sulla pianura. Un luogo che invita naturalmente alla sosta e alla contemplazione. Al Ristorante San Genesio,la cucina interpreta il Canavese collinare con misura ed eleganza, valorizzando prodotti locali e stagionalità senza forzature. È una tavola che dialoga con il paesaggio: prima o dopo il pranzo, una passeggiata tra i sentieri panoramici o tra i piccoli nuclei storici disseminati lungo la collina completa l’esperienza. Per info clicca qui

Scendendo verso valle si arriva a Chivasso, città di origine romana e antico snodo commerciale lungo il Po. Il centro storico racconta una vocazione urbana distinta dal resto del Canavese: il Duomo di Santa Maria Assunta, le vie porticate e le piazze mercantili restituiscono l’immagine di una città aperta, dinamica, da sempre abituata al passaggio.

Qui l’itinerario gastronomico si fa più articolato e stratificato, offrendo diverse letture della cucina piemontese, tra tradizione e contemporaneità.

Nel cuore della città, Osteria San Marcoriporta il viaggio su coordinate rassicuranti: una cucina piemontese riconoscibile, fondata su materie prime stagionali e su un’idea di convivialità che appartiene alla tradizione quotidiana. È il luogo ideale per fermarsi dopo una visita al centro storico o una passeggiata lungo il Po, ritrovando sapori familiari e ben eseguiti. Per info clicca qui 

Poco distante, il Ristorante Giachinorappresenta invece una lettura più attuale della ristorazione cittadina. Qui la tecnica è al servizio del territorio, in una cucina che guarda al presente senza rinnegare le radici piemontesi. È una tappa che racconta l’evoluzione gastronomica di Chivasso come centro vivo, capace di rinnovarsi mantenendo un’identità chiara. Per info clicca qui

A completare il mosaico urbano, La Locanda del Sole offre una proposta accogliente e trasversale, pensata per il viaggiatore come per chi la città la vive ogni giorno. Una cucina leggibile, equilibrata, ideale per una sosta che accompagna il ritmo della visita, senza mai appesantirla. Per info clicca qui 

Lasciata Chivasso, l’itinerario risale verso nord seguendo il corso della Dora Baltea fino a Mazzè, dominata dall’imponente Castello che veglia sulle campagne circostanti. Qui il Ristorante Santa Martasegna il ritorno a un contesto più rurale e raccolto. La cucina torna a dialogare direttamente con la campagna, le risaie e i prodotti agricoli del Canavese, restituendo al viaggio un ritmo lento, fatto di stagionalità, gesti misurati e identità locale. Per info clicca qui 

Nel suo insieme, questo itinerario racconta un Canavese senza effetti speciali, ma ricco di sostanza. Un territorio che si lascia comprendere attraverso la tavola, grazie a una cucina coerente con il paesaggio, capace di unire tradizione, accoglienza e senso del luogo. 

Un giardino di sapori in cucina con il manuale nato dalla collaborazione tra Excalibur e i migliori chef dell’associazione Ristoranti della Tavolozza

Se pensate che i fiori in cucina siano solo un vezzo estetico, l’Agenda 2026 di Excalibur vi farà cambiare idea. Non è un semplice strumento per segnare appuntamenti, ma un vero e proprio manuale per chi vuole esplorare il mondo affascinante e gustoso dei fiori eduli. Questa nuova edizione si propone di superare l’idea che un fiore sia solo un ornamento, elevandolo a protagonista indiscusso di piatti capaci di sorprendere per gusto, profumo e colore.

L’agenda si basa su una filosofia ben precisa: i fiori sono ingredienti a tutti gli effetti, non semplici decorazioni da lasciare ai margini del piatto.Per questo motivo, il volume offre un percorso sensoriale e didattico per imparare a conoscerli e utilizzarli con competenza.

Tra le novità più interessanti,spiccano le 26 ricette d’autore firmate da chef che hanno fatto dei fiori eduli un pilastro della loro arte culinaria. Dalle proposte del Festival Nazionale della Cucina con i Fioria quelle del concorso “Un fiore nel piatto”, ideato da Loretta Tabarini,  ogni ricetta è una fonte di ispirazione per chi cerca nuove idee e vuole sperimentare. L’agenda non si limita a proporre piatti, ma funge da guida completa per chi si avvicina a questo mondo. Le schede tecniche dettagliate sui principali fiori eduli permettono di impararne le proprietà, i modi migliori per raccoglierli e gli abbinamenti più riusciti. È un vero e proprio vademecum per la sicurezza e la creatività in cucina.

Inoltre, il volume è arricchito da consigli pratici e suggerimenti che guideranno anche i meno esperti. Si tratta di un’opportunità per trasformare ogni pasto in un’esperienza sensoriale indimenticabile, scoprendo come un piccolo fiore possa fare una grande differenza.

Questa edizione speciale si arricchisce anche di una prestigiosa collaborazione con l’associazione Ristoranti della Tavolozza, che condividono la stessa missione: valorizzare l’uso consapevole e competente dei fiori in cucina. Un’unione di intenti che eleva ulteriormente la qualità dei contenuti proposti.

Se amate la natura, la buona cucina e siete sempre alla ricerca di sapori nuovi, l’Agenda 2026 di Excalibur è lo strumento che fa per voi. Un invito a lasciarsi guidare in un percorso inebriante, scoprendo che la bellezza dei fiori può essere anche un piacere per il palato. Una guida pratica che invita a scoprire come un piccolo fiore possa fare una grande differenza, trasformando ogni pasto in un’esperienza sensoriale indimenticabile.

 L’agenda ha 132 pagine, un prezzo di copertina di 15,00 euro  e sarà disponibile dal 10 ottobre nelle principali librerie e nel sito magazinepress.it

Maggiori info: www.ristorantidellatavolozza.it

Ristoranti della Tavolozza: al via le adesioni per la Guida 2025. La scadenza per le adesioni fissata al 20 novembre 2024

L’Associazione Ristoranti della Tavolozza prepara la sua undicesima edizione della guida, che sta ottenendo sempre più consensi tra gli amanti della buona cucina e i turisti, in particolare quelli provenienti dall’estero. Grazie a una grafica accattivante, immagini vivaci e testi disponibili in tre lingue, la guida ha conquistato e consolidato un pubblico sempre più grande.

Un Impegno Costante per la Cultura Gastronomica

L’Associazione Ristoranti della Tavolozza continua a lavorare con impegno e successo, portando avanti iniziative culturali e sostenendo eventi gastronomici. Nel 2024 si sono svolti festival gastronomici, rassegne letterarie e oltre 50 serate a tema nei ristoranti associati, con un particolare successo per gli eventi dedicati alla cucina con i fiori, fra cui il Festival nazionale giunto la sua quinta edizione

Come Partecipare alla Guida

I ristoranti interessati a far parte della guida devono inoltrare la propria adesione entro il 20 novembre 2024, compilando il modulo disponibile nella home page del sito ufficiale.

 

Qualità e Accoglienza: La Filosofia della Guida

“Il nostro successo non si basa sulla quantità, ma sulla qualità delle proposte gastronomiche e dell’accoglienza” – spiega Claudio Porchia, Presidente dell’Associazione –I ristoranti selezionati seguono un decalogo di accoglienza, garantendo esperienze culinarie che rispettano la stagionalità, la sostenibilità e la tradizione. La prossima edizione della Guida si arricchisce di novità, con conferma della versione trilingue e apertura a nuovi territori. Saranno inclusi ristoranti che assicurano un’ottima accoglienza e cucina del territorio, senza l’assegnazione di punteggi o classifiche. Dei ristoranti forniremo informazioni chiave come i prezzi medi dei menu e le ricette migliori.

Finanziamento della Guida

L’inserimento nella guida non comporta costi per i ristoranti, poiché le spese sono coperte dalle vendite e dagli sponsor. La selezione dei locali avviene a discrezione del Consiglio Direttivo, che valuta attentamente le richieste ricevute.

La nuova edizione sarà pubblicata in primavera 2025 e promette di continuare a deliziare e guidare gli amanti della buona cucina.

Maggiori informazioni sul sito www.ristorantidellatavolozza.it

Mail: segreteria@ristorantidellatavolozza.it

A questo link il modulo di adesione per il 2025

Guida Ristoranti della Tavolozza 2024: tutte le novità della X edizione

Presentazione

La “Guida dei Ristoranti della Tavolozza” taglia il traguardo della decima edizione. Un risultato importante di cui siamo orgogliosi e che vogliamo condividere con i moltissimi amanti della buona cucina che ci seguono e che ci incoraggiano nella nostra attività. La guida, sia in formato cartaceo che digitale, si è dimostrato uno strumento importante, per quanti vogliono scoprire una cucina regionale autentica, dove la tradizione è grande protagonista. Anche questo anno abbiamo confermato la scelta del colore della copertina, il verde, che vuole essere un riconoscimento per i ristoranti selezionati e che sono impegnati sui temi della cucina sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Nove nuovi ingressi in guida

Sono nove i nuovi locali inseriti in guida per un totale complessivo che si attesta in 120. Una fotografia aggiornata di un mondo, quello della ristorazione in continua evoluzione. La confermata scelta di proporre i testi in tre lingue registra sempre un grande successo fra i turisti stranieri, in particolare dei vicini francesi, amanti della cucina italiana. Una pubblicazione indispensabile per scoprire locali accoglienti, dove è possibile mangiare bene, ma anche per conoscere un territorio, la sua cultura, la sua tradizione e i suoi personaggi. Ristoranti che utilizzano prodotti tutelati e garantiti, garantendo un’accoglienza certificata dall’adozione del Decalogo della Tavolozza. Un’ospitalità da ricordare e da raccontare e che alimenta un passaparola positivo fra gli amanti della buona tavola.

Nessun voto o punteggio

Come sempre non diamo voti o punteggi perché vogliamo offrire ai lettori un orientamento nell’infinità delle proposte gastronomiche e suggerire un itinerario per la scoperta di gusti e sapori. Per ogni locale sono indicate le informazioni classiche, sui giorni di chiusura, numeri di telefono, prezzi medi dei menù e siti internet e, quando possibile, il nome dei proprietari e dei collaboratori, di cucina e di sala, i veri attori protagonisti, che animano e rendono vivo e accogliente un locale. I simboli aiutano i lettori nella scelta: indicano la presenza di menù vegetariani, di spazi dedicati ai bambini, del WiFi, del dehors, del parcheggio e del costo medio. Quando è presente il simbolo del fiore, segnala chef che utilizzano i fiori come ingredienti delle loro preparazioni. Una cucina, quella con fiori, che vede la nostra associazione impegnata da anni per la sua promozione e valorizzazione.

 

La cucina con i fiori

Ed è proprio il tema della cucina con i Fiori che ci vede protagonisti da anni di una Festival giunto alla quinta edizione e che si è svolto ad Alassio dal 12 al 15 aprile del 2024.  Questa pubblicazione è il frutto del lavoro di numerosi collaboratori, fra giornalisti, cuochi nel tempo libero e addetti ai lavori, tutti volontari che credono nel progetto e la cui preziosa collaborazione è fondamentale. Voglio rivolgere un particolare ringraziamento a Barbara Ronchi della Rocca, autorevole e competente madrina del progetto, per i suoi raffinati consigli; a Rocco Moliterni per la consulenza preziosa; a Giuseppe Dosio, Roberto Pisani, Marina Salvetto e Claudia Sugliano per le segnalazioni e accurate verifiche. Grazie all’impegno degli sponsor, in particolare l’azienda Eurodrink, anche questa edizione viene pubblicata senza chiedere alcun contributo economico ai ristoranti. Questa scelta dci rende liberi di valutare senza condizionamenti le proposte inserite in guida. Una garanzia in più per i nostri lettori.

 

 Nuovi ristoranti 2024

  1. Aosta Yeti Ristorante fraz. Pila
  2. Castagnole delle Lanze Locanda Roma
  3. Alice bel Colle Ristorante Vallerana
  4. Paroldo Trattoria dai Salvetti
  5. Savigliano Locanda Santa Rosalia
  6. Bordighera Ganbou
  7. Imperia Il grappolo
  8. Imperia Kilo Pinseria
  9. Riva Ligure Osteria della Salute

Il progetto: Custodi del Territorio

Dal 2015, interpretando l’esigenza di un rinnovamento dell’attività, l’associazione ha proposto il progetto “Custodi del Territorio”. I nostri ristoranti si caratterizzano per un’innovativa forma d’accoglienza che comprende ambiente, servizi ed informazioni del territorio. I ristoranti non sono soltanto i luoghi dove è possibile mangiare bene, ma autentici protagonisti della promozione e valorizzazione del territorio, della sua cultura, della sua tradizione e dei suoi personaggi. Luoghi dove passato, presente e futuro si incontrano determinando la nostra identità culturale e sociale. La Custodia del territorio e delle tradizioni rappresenta un impegno diretto a vivere il territorio in modo più consapevole e responsabile con l’obiettivo di tutelare e valorizzare la zona nella quale si opera. Ogni anno consegniamo le targhe a ristoratori e aziende, che hanno dimostrato attenzione alla conservazione del paesaggio e al miglioramento delle biodiversità. Questo l’elenco dei riconoscimenti già assegnati.

Elenco targhe consegnate dal 2015

1.Bruna e Giovanni Brusco – Ristorante Belvedere di Alice Bel Colle (AL)

2.Catto Giuseppe, ristorante il Carrettino di Tortona (AL)

3.Marica Accame titolare del ristorante “Da Bianca” Arnasco (SV)

4.Cinzia Chiappori Osteria del Tempo Stretto Albenga (SV)

5.Gemma Boeri Ristorante da Gemma Roddino (CN)

6.Bartolomeo Bovetti Compral Cooperativa Allevatori – Cuneo

7.Clelia Vivalda e Ezio Costa Arte e Querce di Monchiero (CN)

8.Piero Rebuffo Associazione Palatinati Torino

9.Panificio Fratelli Lia di Camporosso (IM)

10.Elisa Littardi Le Caprette del Parco di Pigna (IM)

11.Famiglia Mela – Frantoio Sant’Agata di Oneglia (IM)

12.Marco Damele – Azienda eredi Damele di Camporosso (IM)

13.Paola Giliberti – Sindaco di Vessalico (IM)

14.Tiziana Oliva Locanda Le Macine del Confluente (IM)

15.Rossella Boeri – Adagio Badalucco Imperia (IM)

16.Terry Prada Osteria il Busciun di Castelvittorio (IM)

17.Azienda Agricola Il Torrione Aurora Peirano Pigna (IM)

18.Comunità Zucca di Rocchetta di Cengio (SV)

19.Fratelli Porro del Pastificio F.lli Porro di Colle di Nava (IM)

20.Poggio di Maro, Azienda Agricola Triora (IM)

21.Paolo Masieri Ristorante “Paolo e Barbara” Sanremo (IM)

22.Simone Molinari – Sindaco di Garlasco (PV)

23.Mauro Sandri azienda Albenga in Tavola – Albenga (SV)

24.Marco Temesio Cascina Nirasca Pieve di Teco (IM)

25.Donatello Ghiglione azienda Rio Rocca San Lorenzo al mare (IM)

26.Biscottificio Gibelli Vallecrosia (IM)

27.Senese Gianni Sanremo (IM)

28.Ziccat Cioccolato Torino

29.Franco Rabezzana Torino

30.Azienda Fusina Monchiero (CN)

31.Beppino Occelli, caseificio Occelli Valcasotto (CN)

32 Costantino Catto – Hotel Principe di Limone Piemonte (Cn).

33 Giuliano Tommasini chef Cosio d’Arroscia (IM)

34 Ilaria Belmonte e Antonio Galante ristorante Cadò di Cosio d’Arroscia

35 Marco Ravera dell’azienda agricola RZero di Albenga (SV)

36 Marco Risso della Cantina San Steva di Santo Stefano al Mare (IM),

37 Andrea Borttari- Trattoria A Cuvea Sanremo (IM)

 

Il Decalogo

I locali sono stati selezionati in base alla capacità di offrire un ambiente accogliente, in cui sia possibile non solo trovare i profumi e i sapori del territorio, con la degustazione e il possibile acquisto di prodotti tipici, ma anche trovare informazioni turistiche, guide e strumenti idonei a scoprire le risorse culturali e naturali. I locali hanno adottato il decalogo, che rappresenta nei confronti dei turisti e clienti un chiaro e preciso impegno. Il venire meno al rispetto del decalogo comporta l’esclusione dal progetto. Il Decalogo dell’Accoglienza nasce dall’esigenza di garantire al cliente un’esperienza unica, da ricordare e da raccontare. La sua adozione e certificazione rappresenterà per gli ospiti una garanzia della professionalità e della qualità del servizio offerto.

 

Ecco il decalogo adottato da tutti gli aderenti:

  1. un sorriso per tutti
  2. tutti i riguardi per rendere sempre ospitale la sosta a tavola
  3. lo stile del particolare per far sentire il cliente a casa propria
  4. buona cucina unita alla ricerca delle materie prime del territorio
  5. attenzione alla cucina della tradizione e alla stagionalità
  6. gradire i gruppi famigliari e i bambini
  7. diventare promotori turistici favorendo la conoscenza delle caratteristiche ambientali, artistiche e storiche circostanti il proprio territorio
  8. fare in modo che “il locale del convivio” diventi “luogo dell’anima”
  9. il “convivio” sostituisca il pasto
  10. significativo resti il gesto di benvenuto per conquistare con la simpatia il giusto rapporto qualità-prezzo, il ritorno del cliente.

L’adozione del Decalogo dell’accoglienza distinguerà quei ristoranti che rispondono a caratteristiche particolari per l’ambiente accogliente e per la cucina, che difende la stagionalità utilizzando i migliori prodotti del proprio territorio.

Le nostre attività

Sono numerose le iniziative culturali promosse dalla nostra associazione: Festival della Cucina con i Fiori, Libri da Gustare, i riconoscimenti Custodi del Territorio, il Convivio Rossiniano e le serate a tema storico e gastronomico. Sono cresciute anche le giornate dedicate alla formazione, con la presentazione di ricerche, degustazioni e incontri con aziende, giornalisti e operatori del settore. Nel corso degli ultimi anni si è sviluppata anche l’attività formativa rivolata alle scuole alberghiere con i nostri rappresentanti, che hanno tenuto lezioni e laboratori in numerosi istituti italiani e della vicina Francia.

Il Festival della Cucina con i Fiori

Fra le nostre iniziative il Festival della Cucina con i Fiori occupa un posto di grande rilievo. Promosso per la prima volta nel 2019 nella splendida cornice di Villa Ormond di Sanremo, la manifestazione è ora ospitata stabilmente dalla città di Alassio ed è cresciuta moltissimo assumendo un carattere internazionale. L’interesse per la cucina con i fiori, intesi come un ingrediente principale della preparazione e non come semplice abbellimento della presentazione del piatto, è in continua crescita grazie anche all’impegno della nostra associazione ed alla collaborazione con altre associazioni ed enti come il Crea di Sanremo, capofila di importanti progetti di ricerca e promozione dei fiori eduli. I nostri chef sono richiesti come consulenti e partecipano a serate di cucina con i fiori in tutto il paese. Sono anche sempre più numerose le località che si candidano a ospitare il nostro format “Mangiare i fiori”, che prevede una cena con uno storytelling originale e sempre di grande successo. Un format che può contare su partner importanti come le aziende Tastee.it, Raverabio di Albenga e Gelateria Perlecò di Alassio.

 

Alassio: 5000 presenze e numeri record per la quinta edizione del Festival della cucina con i Fiori

Una masterclass dedicata alla cucina con i fiori alla presenza di tre prestigiosi chef ha chiuso la quinta edizione del Festival della Cucina con i Fiori presso l’Istituto alberghiero “Giancardi Galilei Aicardi” di Alassio, che aveva aperto la manifestazione con il contest fra le scuole alberghiere. Nel mezzo 30 eventi, sette in più dell’ultima edizione, per oltre 5000 presenze complessive, più che raddoppiate rispetto al 2023, Trentacinque invitati fra chef, relatori e testimonial hanno animato una kermesse che ha saputo conquistare il grande pubblico anche con la concorrenza di un sole caldo che invitava ad andare al mare.

Diamo i numeri

5.000 presenze; 30 eventi sensoriali, 50 interviste live, 20 chef nazionali e internazionali, 20 giornalisti da tutta Italia e 15 relatori ed esperti.

 

Numeri che raccontano di un successo in continua crescita, con molti alberghi che hanno registrato il tutto esaurito e presenze arrivate da ogni regione d’Italia. A questi numeri vanno aggiunti gli oltre 6000 fiori, fra petali, corolle e foglie, offerti da Raverabio, 300 le confezioni di prodotti, fra salse ketchup, sciroppi e bevande forniti dall’azienda tastee.it che hanno deliziato il pubblico insieme ai 150 Kg di gelato distribuito in 4.500 coppette da Perlecò, fra cui la De.Co Fior di Begonia di Alassio, che si è confermata una grande protagonista della festa.

Edizione record

Un’edizione davvero straordinaria, un successo andato ben oltre ogni previsione, a dimostrazione del grande interesse verso un settore della gastronomia in continua espansione. Quattro giornate che hanno richiamato un pubblico variegato e sempre numeroso, con due sole iniziative a pagamento, la cena del sabato all’Hotel Savoia e l’aperitivo sensoriale di domenica all’Hotel dei Fiori, che hanno registrato anch’esse il sold out.  Alassio si è confermata la capitale nazionale della Cucina con i fiori ed è stato confermato ancora una volta il successo della formula del festival.

Un format di successo firmato Ristoranti della Tavolozza

Un format che tiene insieme ricerca e rigore scientifico, con attività di formazione rivolta a diversi soggetti, dagli alunni dell’istituto alberghiero agli chef professionisti e ai semplici appassionati, alternando momenti di divertimento, spettacolo e degustazione. Importanti le molte novità di questa edizione. A partire dal coinvolgimento maggiore dei ristoranti della città, che hanno offerto piatti e menù con i fiori. Determonante la collaborazione con le scuole della città non solo l’alberghiero “Giancardi Galilei Aicardi”,  che hanno lavorato con impegno sul tema delle emozioni legate ai fiori ed al cibo. Inoltre preziosa la collaborazione con l’Associazione narratori del Gusto.

Ed interessante, infine,  l’incremebto dei gemellaggi gastronomici xcon altre regioni. In questa occasione abbiamo coinvolto Bolzano con lo chef Sinisgalli e Santena ed il consorzio dei produttori dell’Asparago, che si sono uniti a quello “storico” con la valle Camonica e la Franciacorta. Da segnalare anche l’esordio del contest dedicato alle vele, che hanno saputo portare al largo i sapori della cucina con i fiori.

Grazie!!!!!

Un grande grazie a tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione. A partire dalla Marina di Alassio e dalla Gesco, che con i loro dirigenti e personale di staff, hanno sostenuto convintamente l’iniziativa insieme all’Amministrazione comunale. Al dirigente scolastico e professori dell’Istituto Alberghiero, partner importante del Festival e con cui abbiamo condiviso giornate formative di momenti di grande emozione; al dottor Roberto Pirino ed agli amici dell’Accademia della Cucina Italiana, che hanno dedicato una conviviale al tema della cucina con i fiori.  Un ringraziamento anche al presidente dell’associazione albergatori di Alassio, per l’eccellente accoglienza riservata a tutti i nostri ospiti; alla proprietà dell’Hotel Savoia e dei Fiori per la grande disponibilità ad ospitare due importanti eventi del nostro ricco programma; agli amici di Villa Pergola che hanno impreziosito il ricco programma della manifestazione.

Patrizio Roversi testimonial simpatico e competente.

Un grazie particolare a Patrizio Roversi, testimonial dell’evento, che con la sua ironia ha accompagnato con il sorriso una parte del programma; al Crea di Sanremo insostituibile partner scientifico; a tutti i nostri sponsor che hanno trovato una vetrina unica e straordinaria di promozione: Ravera Bio, Tastee.it, Campo Dell’Oste; Isos, Perlecò; Cuvage, Macaja, Consorzio Produttori di Santena, l’Ittiturismo Acciugotto.

Infine ultimi, ma non ultimi, tutti i relatori: chef e relatori, che hanno dato vita al Festival e che hanno contribuito a questo grande successo.

“Il fascino dell’Asparago e dei Fiori eduli” in arrivo un contest riservato agli chef

Domenica 14 aprile alle ore 14, durante il V Festival nazionale della Cucina con i fiori di Alassio, sarà presentato il contest gastronomico “Il fascino dell’Asparago e dei Fiori eduli”, promosso dai Ristoranti della Tavolozza in collaborazione con l’Associazione produttori Asparago di Santena e delle Terre del Pianalto.

Il concorso unisce due indiscutibili eccellenze di due territori che, nel segno di un vicinato di “buon gusto”, si uniscono in tavola per celebrare l’importanza del made in Italy, trasformando una ricetta nella prima tappa del turismo enogastronomico, e promuovendo l’utilizzo di ingredienti di alta qualità e dalla provenienza certificata.
Nel segno di questi due prodotti gourmet della primavera, chef e artigiani del cibo provenienti da diverse regioni si sfideranno a colpi di creatività e abilità culinaria per proporre piatti originali, innovativi e gustosi, utilizzando come base l’asparago di Santena arricchito dall’incontro con i fiori eduli di Alassio.
La giuria tecnica, coordinata dal giornalista Roberto Pisani, sarà composta da esperti del settore gastronomico e da rappresentanti delle due località coinvolte, valuterà le creazioni culinarie dei partecipanti e selezionerà la migliore interpretazione.
Le iscrizioni saranno aperte dal 2 al 28 aprile via mail: segreteria@ristorantidellatavolozza.it

La premiazione si terrà domenica 19 maggio a Santena, in occasione della 91° edizione della Sagra dell’Asparago, con la partecipazione di Claudio Porchia direttore del Festival della cucina con fiori di Alassio.
Un’occasione unica per scoprire e far apprezzare le eccellenze dell’agroalimentare italiano rappresentato dal mondo degli orti e delle serre a coltura protetta attraverso nuovi abbinamenti culinari capaci di alimentare sinergie turistiche e gemellaggi gastronomici di forte impatto.

I protagonisti della V edizione del Festival Nazionale della Cucina con i fiori di Alassio (SV)

Dopo le prime anticipazioni sul programma della prossima edizione del Festival, vi presentiamo i protagonisti.

Testimoniale e conduttore della giornata del sabato …

Patrizio Roversi,giornalista e conduttore televisivo. Dopo gli esordi televisivi in programmi satirici Gran Paese Varietà (Rai2) e Lupo solitario (Italia1), per la Rai ha condotto le prime tre edizioni di “Per un pugno di libri”; poi, con Syusy Blady, la serie di “Turisti per caso”, “Velisti per caso” (“il giro del mondo in barca” e “Evoluti per caso”), sulle tracce di Darwin. Su Rai1 ha condotto “Linea verde”, programma dedicato al mondo dell’agricoltura, su Rete4 “Slow tour padano”, un viaggio attraverso i prodotti della Pianura Padana. Coautore di libri sull’enogastronomia “Golosi per caso” e “Turisti per cibo” per Edagricole, “Gustologia” per Rai-Eri con Martino Ragusa.

 

Renata Cantamessa, è conosciuta come Fata Zucchina, la prima fata agricola italiana. Giornalista, divulgatrice agro-scientifica, autrice, presentatrice, conduttrice, podcaster e charity specialist, collabora con TV e radio locali e nazionali. Autrice di format innovativi dedicati all’agroalimentare, al turismo, alla cultura, al benessere personale e sociale adottati da diversi enti come il Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal mondo universitario.Project manager e consulente di marketing e comunicazione, ha firmato importanti campagne e marchi a livello nazionale.

 

Marco Missaglia. Dopo la laurea in medicina e chirurgia, ha conseguito con lode la specializzazione in scienza dell’alimentazione. Dal 2014 è docente della Scuola Nazionale Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita. Nel 2019 e nel 2021 riceve premio Ambassador day per la divulgazione in ambito agro alimentare. Dal 2017 ospite di diverse trasmissioni Rai e di rubriche giornalistiche di divulgazione per TG3 e per TG2 Medicina 33. Nel 2022 riceve la nomina di Ambasciatore della Dieta Mediterranea. È autore dei libri “Gusto&Salute l’ABC per la sana alimentazione” e “Sano&Buono, le ricette della salute e i calici della gioia”.

 

Monica Panzeri,consigliere Narratori del Gusto, giudice sensoriale, esperta di narrazione dei territori e di promozione delle eccellenze tipiche locali. Promuove azioni inerenti alle innovazioni per la valorizzazione del territorio attraverso i prodotti tipici e la multisensorialità. Ha coordinato e partecipato a importanti eventi di divulgazione

SI FA, NON SI FA

Barbara Ronchi della Rocca, esperta di storia del galateo e di cucine delle corti reali, autrice di libri di successo dedicati alle buone maniere, collabora con numerosi giornali e reti televisive. È stata consulente del Quirinale e docente dell’ANCEP (Associazione Nazionale Cerimonialisti Enti Pubblici). È apprezzata consulente dell’arte di ricevere, insegnando a riscoprire il gusto delle sfumature e delle piccole cose, dal non dimenticare le nostre tradizioni al non rassegnarsi mai alla banalità del cattivo gusto.

 

Roberta Schira,scrittrice e giornalista. Sul “Corriere della Sera” tiene una rubrica di critica gastronomica e segue con interviste e servizi le novità della scena gastronomica. È docente all’Italian Food Academy per il master in critica gastronomica Scrive su web magazine internazionali su periodici “La Grande Cucina”. È autrice di progetti web e televisivi, moderatrice e organizzatrice di dibattiti e tavole rotonde. Con tanti libri all’attivo.

Gli Chef

Gianfranco Calidonna, fin dalle sue prime esperienze lavorative ha messo in mostra una originale capacità di intrecciare tradizione ed innovazione. Ha lavorato con importanti e famosi chef. Dopo aver maturato esperienze internazionali ha fatto ritorno in Italia dedicandosi ai tradizionali piatti nazionali e specializzandosi nella cucina con i fiori. È autore del libro “I fiori nel piatto”. Oggi opera con soddisfazione come Chef Executive a Roma, collabora con riviste specializzate, tiene corsi di formazione, lezioni e propone le sue ricette in televisione.

 

Francesco D’Amico, 29 anni e originario della Valle Camonica. Partendo da una importante tradizione familiare nella ristorazione, ha frequentato l’ISS Olivelli-Putelli di Darfo Boario e completato il suo percorso formativo con esperienze all’estero e alla scuola Alma di Cologno. Ha lavorato e lavora in importanti strutture, come il ristorante “Bella Iseo” del Gruppo “Aglio e Oglio”, dove ha appreso la passione per i prodotti del territorio, fra cui i fiori e le erbe.

 

Enrico Derflingher, uno degli chef italiani più famosi nel mondo, chef della Casa Reale inglese, dove ha realizzato il famoso risotto dedicato alla regina Vittoria e prediletto dalla regina Elisabetta. Nel 2008 è stato premiato quale migliore chef del mondo. Dal 2012 è presidente Euro-Toques Italia ed è stato nominato dal presidente Napolitano Commendatore della Repubblica italiana e Ambasciatore della Cucina italiana.

Claudio Di Dio, specialista di prodotti “plant based” e chef di cucina ortocentrica. Dopo una lunga esperienza nell’advertising, Claudio è riuscito a coniugare ciò che ama di più fare: cucinare e creare campagne di comunicazione ed ha fondato l’agenzia Under The Radar: Good Food, Good Marketing – Mangia sano e fai marketing responsabilmente. Il suo moto è: «il cibo dell’anima è il sorriso e il sorriso è nei miei piatti».

Renato Grasso,un personaggio della ristorazione tra i più popolari della Liguria e anche oltre i confini nazionali. Dopo aver terminato l’attività nel suo Ristorante Santa Caterina di Varazze si è dedicato alla divulgazione e valorizzazione della cucina ligure. Discepolo di Escoffier dal 1996, è Presidente F.I.C. Liguria e Vice Presidente dell’Accademia delle tradizioni enogastronomiche.

Loris Greggio, milanese, con la sua preparazione, passione ed originalità, rappresenta il valore aggiunto del Ristorante dell’Hotel Savoia. Le sue ricette, in equilibrio tra tradizione e innovazione, sono insaporite con erbe, spezie e fiori che ne esaltano la genuinità e l’armonia dei sapori. Impeccabile nella realizzazione delle ricette più tradizionali, nelle cotture lunghe, ma anche in quelle nuove e di tendenza. Con gli chef Angelo Frassica e Nicolò Monticelli propone un menù gourmet dove i fiori eduli sono grandi protagonisti, con l’intento di emozionare i palati più esigenti con semplicità e fantasia.

Giorgio Servetto,dal suo primo ristorante ad Alassio, passando dalla cucina de “La locanda dell’Asino”, dove ottiene riconoscimenti dalle maggiori guide italiane, dal 2016 al 2021 è stato executive chef del ristorante “Nove”, presso Villa della Pergola ad Alassio dove ha ottenuta la * stella Michelin nell’edizione 2021 della guida. Dal 2022 si trasferisce ad Andora come executive chef del ristorante “Vignamare”, dove ha ottenuto nel 2023 il riconoscimento della stella Michelin, che si è aggiunta alla stella verde conquistata nel 2023. È coordinatore regionale dell’associazione Euro Toques, di cui è presidente Enrico Derflingher.

Filippo Sinisgalli,partendo da una intensa formazione a stretto contatto con Gualtiero Marchesi, ha lavorato come formatore dei team di brigata dell’Armani Hotel a Dubai per guidare poi la locanda Mezzosoldo in Val Rendena (TN), dove ha ottenuto la stella Michelin. Dal 2015 ha avviato a Bolzano l’hub di cucina “Il Palato Italiano” e nel 2021 ha dato nuova vita allo storico ristorante bolzanino “Zur Kaiserkron” in Piazza della Mostra, una vera Italian food experience attenta al menù sostenibile. Dal 2023 docente CAST nei Corsi di Specializzazione di cucina per professionisti.