Giovedì, 05 Gennaio 2017 12:45

Ristorante A Viassa

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Il ristorante si trova in un paese meraviglioso, meta di turisti in ogni stagione, poco distante dal ponte che Monet immortalò in un suo famoso quadro. L’ambiente è moderno e raccolto; l’accoglienza di Stefano, gentile e professionale, vi consiglierà i piatti della tradizione cucinati con innovazione e creatività dallo chef Aimone. Il menù, esposto all’entrata del locale sulla lavagna, cambia ogni giorno in funzione della disponibilità dei prodotti del territorio e della stagionalità. Sempre disponibili invece le dolci michette di Dolceacqua, i fagioli di Pigna, e naturalmente il vino Rossese. In carta troviamo antipasti di terra e di mare, come calamaretti grigliati con carciofi o la crema di lenticchie con gamberi e porcini, o il brandacujun alla dolceacquina, o i “previ”, gli involtini di verza con salsiccia.Fra i primi farfalle con le capesante e zafferano di Apricale, risotto ai carciofi e toma brigasca. Fra i secondi il pescato del giorno con verdure, stoccafisso con patate e olive e agnello con i fagioli di Pigna. Imperdibili i dolci, fra cui lo zabaione caldo con le pansarole. Disponibile un menù degustazione a € 32. Buona carta dei vini, con le migliori etichette del Ponente.
Giovedì, 05 Gennaio 2017 12:45

La Vigna del Maestro

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Il Maestro con la passione della campagna è il bisnonno di Chiara, che con il papà Fulvio, ha creato quest’angolo di piacere. L’ambiente è accogliente e semplice, scaldato dal camino in inverno e con ampio dehors estivo. Lo chef Fabrizio Peirotti, approdato qui dopo esperienze in ristoranti blasonati, vi stupirà con le sue preparazioni creative, ma ancorate alla tradizione. “L’imbeccata” è il menù di 5 portate (2 antipasti, 1 primo, 1 secondo e 1 dolce) a € 28, o in alternativa a € 38, “l’imbeccata ubriaca” con 3 calici di vino diversi. In carta troviamo sformatino di porri di Cervere; tajarin con 30 rossi d’uovo, gnocchi alla toma d’alpeggio; i secondi sono tutti preparati con carni di animali allevati in zona da un amico allevatore; brasati e arrosti sono un’esperienza da non dimenticare; fra i dolci la meringata alle castagne, il semifreddo alle nocciole o un semplice ma piacevole sorbetto alle mele renette. Frutta e verdura sono a km 0, pane e pasta prodotti a mano con farina biologica; si producono miele, marmellate e nocciole “tonde”, che si possono anche acquistare. La cantina favorisce i vini rossi locali, con qualche escursione di bianchi di altre regioni.

Giovedì, 05 Gennaio 2017 12:45

Ristorante Babette

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Di fronte all’isola Gallinara, sulla spiaggia, in una struttura con piscina, piccolo parco giochi sull’erba, sale con grandi vetrate e dehors a pochi passi dal mare, questo ristorante è un indirizzo sicuro per chi vuole gustare il pesce fresco, con proposte innovative e spunti creativi, grazie all’esperienza dello chef Fabio Bonavia. I menù sono rigorosamente stagionali e attingono direttamente dagli orti della piana e dal mare. A pranzo la proposta è di piatti semplici e gustosi a un prezzo compreso fra € 10 e € 16 euro, come il salmone marinato in casa con crostini e agrodolce di cipolle rosse o la tartare di pescato del giorno e i tagliolini verdi con sughetto di spada, pomodorini e origano. La scelta dei secondi è orientata dal pescato del giorno proposto in frittura con le verdure e la maionese al lime, oppure nella grigliata con i crostacei o baccalà a brandacujun con olio e patate, crema di topinambur e gocce di bagna cauda. Si può scegliere anche la carne: un ottimo filetto di manzo alla griglia o un saporito coniglio con la salsa all’Ormeasco. Interessanti i dolci come il Parfait glacé profumato all’arancio, salsa al cioccolato amaro “Domori” e i bocconcini di pane del marinaio. Accoglienza con personale gentile e premuroso, prezzo la sera fra € 35 e € 50.
Giovedì, 05 Gennaio 2017 12:45

Trattoria in Ciassa da Francesca

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Nei “carruggi” di Albisola Superiore troviamo l’insegna accattivante: quella della trattoria “In Ciassa”, gestita da Francesca con il marito e il prezioso aiuto della mamma. L’interno è raccolto, tavoli e sedie di legno, semplice e ordinato, abbellito con i quadri del pittore Dino Gambetta, zio di Francesca. Il menù completo di mezzogiorno è proposto a € 10, i piatti sono quelli della tradizione ligure, ma con piccoli spunti innovativi. Una delle specialità è la farinata di ceci e bianca, solo il giovedì o venerdì sera, preparata in modi diversi, con le olive, con il gorgonzola, con le cipolle, con il rosmarino, ecc. tutte gustosissime. La particolarità è che la farinata bianca la troverete solo in questa zona e accompagnata dalla formaggetta e dalle olive, da non perdere se passate da queste parti. Alla carta piatti di pesce, sempre fresco, sia nei primi come i tagliolini di grano saraceno con le seppie o i tortelli da baccalà, sia nei secondi come l’insalata di stoccafisso, il fritto misto, il polpo alla diavola. Squisiti i ravioli al sugo di noci e il coniglio alla ligure. Dolci della casa come la meringata al cioccolato, i gelati con la frutta fresca o le pesche caramellate. Serate a tema con paella o lumache. Piccola carta dei vini, soprattutto della zona. Conto dai 20 ai 30 euro.
Giovedì, 05 Gennaio 2017 12:45

Cian De Bia

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Nel piccolo borgo di Badalucco, salendo qualche scalino all’interno di una bella casa in pietra si trova questo locale raccolto e molto accogliente. Con il camino e le pietre a vista, l’arredamento in legno crea l’idea di un ambiente familiare e confortevole. La cucina è quella del territorio, piatti della tradizione cucinati con sapienza antica, quelli proposti nel “menù del priore”. Si mangia come nei giorni di festa e quindi 5 antipasti “veri”, l’insalata russa, l’insalata di fagioli bianchi di Badalucco, il brandacujun, la “frandura” piatto tipico del vicino paese di Montalto, il vitello tonnato, frittelle di verdura. Due i primi, gli immancabili ravioli con ripieno di erbe e le tagliatelle, se si è fortunati, con i gamberi di fiume. Fra i secondi il coniglio alla ligure, le lumache e lo stoccafisso che è il protagonista di una famosa sagra in settembre. Dolci squisiti dal creme caramel alla focaccia dolce tipica della zona. La maggior parte dei prodotti utilizzati in cucina provengono dall’azienda agricola di famiglia che si chiama “Cian de Bià”, che vuol dire “terreno in piano di Biagio”, il nonno dei proprietari, Ivo e Franca, che producono anche un ottimo olio evo. Menù a prezzo fisso a 30 euro, vini esclusi. Ottimo rapporto qualità-prezzo, consigliata la prenotazione.
Giovedì, 05 Gennaio 2017 12:45

Parlapa

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Siamo a un tiro di schioppo da Piazza Statuto e dalla nuova stazione di Porta Susa, che insieme al passante ferroviario ha riqualificato una vasta area della città. Il Parlapà è un’enoteca con cucina frequentato da molti gourmet cittadini. Si mangia tra scaffali ricolmi di vini di ogni provenienza e anche di una scelta notevole di distillati che vanno dal rhum al whisky passando per le grappe nostrane. I titolari sono di origine monferrina e dal Monferrato arrivano le carni che sono uno dei punti di forza del locale. Qui si vengono a mangiare specialità che è difficile trovare altrove: dal fegato di vitello al rognone (quello al limone è un incanto), dalle granelle di toro all’oca, dall’insalata di gallina al patè di fegato di coniglio. Non mancano tra i primi i tajarin (si può scegliere tra vari tipi condimento), gli spaghetti alla chitarra (eccellenti quelli con porri e guanciale), e gli agnolotti (da assaggiare in stagione quelli di borragine). Notevoli anche le verdure che accompagnano i piatti, dai barbabuc ai papaveri selvatici. Tra i dessert da non perdere il salame di cioccolata e in stagione la crostatina d’arancia. Si spende tra i 30 e i 40 euro.
Giovedì, 05 Gennaio 2017 12:45

La Cuvèa

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In pieno centro, nella frequentatissima via Garibaldi, in un ambiente raccolto e confortevole, si pranza e si cena scegliendo alla carta tra i moltissimi piatti cucinati con rapidità e rispettando la tradizione della cucina ligure più schietta e sincera. Una trattoria storica della città, dove ad accogliervi sarà il simpatico proprietario, Andrea, pronto a suggerirvi i piatti del giorno. E’ la meta preferita dei “sanremaschi”, conoscitori della cucina del territorio, e anche dei turisti più affezionati, stranieri e non, proprio per la vicinanza di Piazza Colombo e di Via Matteotti. Tra gli antipasti spiccano le acciughe fritte e il polpo con patate. Da non perdere i primi: ravioli alla borragine, vera specialità della casa, le tagliatelle alla ligure o il profumatissimo minestrone. Fra i secondi le seppie in zimino (con le bietole) o il classico coniglio alla ligure. Da assaggiare i dolci, con una discreta varietà di torte e di crostate, tutte fatte in casa. Un’attenta scelta di prodotti genuini e locali cucinati con semplicità, un ottimo rapporto qualità-prezzo, si possono spendere da € 10 a € 25, una cantina piccola ma di qualità, rendono questo locale da sempre molto frequentato, tutti i giorni, a pranzo e cena e per questo motivo è consigliabile prenotare.
Giovedì, 05 Gennaio 2017 12:45

Il Rosmarino – La Meridiana Relais & Chateaux

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Un albergo di charme non distante dai campi da golf, dove i proprietari Alessandra ed Edmondo hanno realizzato un’oasi di bellezza e di pace con un giardino ricco di erbe e aromi della macchia mediterranea. In questo ambiente elegante e raffinato trova posto il ristorante “Il Rosmarino”, aperto solo di sera, romantico e magico con la luce delle candele e impreziosito dalle argenterie d’epoca e dalle composizioni floreali. La cucina si basa su prodotti locali, scelti dal proprietario con attenzione, come carciofi e asparagi viola d’Albenga, erbe aromatiche e olio extravergine di oliva, abbinati con il pescato locale freschissimo e verdure di stagione. Lo chef prepara piatti legati alla tradizione genovese, con spunti creativi e accompagnati con paste fresche, grissini, focacce e farinate. Curatissima la carta dei vini, con etichette pregiate e bottiglie speciali. A pranzo trovate aperto il bistrot che propone piatti più semplici in ambiente più informale. La struttura propone un menù dedicato ai bambini e per vegetariani e vegani sono disponibili portate diverse ogni giorno. Gli animali sono i benvenuti. Due formule: menù a due portate e dessert a € 65, e un menù a tre portate e dessert a € 80 lasciando ampia libertà di scelta.
Giovedì, 05 Gennaio 2017 12:45

Osteria dell'Hermada

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La quasi centenaria Osteria dell’Hermada, nell’Oltrepo, poco distante da piazza Borromini, ha vissuto una storia gloriosa: qui venivano tra gli altri il regista Giovanni Pastrone ai tempi in cui Torino era una piccola Hollywood, e Armando Testa, mago della pubblicità, quando gli ex studi dell’Itala Film, erano ormai diventati sede dell’agenzia che portava il suo nome. Dopo un periodo di chiusura l’Hermada ha riaperto i battenti da non molti mesi. La carta punta sulle specialità piemontesi, ma ha ampliato la sua offerta, grazie all’installazione di un forno a legna, anche alla pizza. Oltre ai classici agnolotti e tajarin, si trovano in inverno piatti come la zuppa di fagioli cannellini o il tapulon (uno stracotto di asino della tradizione novarese) con polenta e il cervo con topinambour ma anche un più leggero clafoutis di zucchine. Il tagliere dei formaggi Dop spazia tra le molte eccellenze piemontesi. Al dessert la classica torta alla nocciola con zabajone fatto in casa o anche una rivisitazione del Mont Blanc. Come nelle trattorie tradizionali, che a Torino si chiamavano “piole” il vino (barbera e nebbiolo) è anche alla spina. Menu a 25 e 35 euro.

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